Serramazzoni (Modena), la porta del Frignano: Il territorio


Di Giancarlo Lizzeri -

 

Serramazzoni è il primo centro del Frignano che si incontra salendo dalla pianura. In pochi chilometri si oltrepassa il mondo di Maranello e di Sassuolo, si attraversano i calanchi pietrosi del basso Appennino e si arriva a 800 metri in un clima che sa già di montagna ed un paesaggio che sa di storia, di aria pulita e di spazi aperti.

 

Dopo Pavullo, Serramazzoni è il secondo centro più importante del Frignano. Ed ha una storia simile a Pavullo. Fino alla costruzione della via Giardini, che nel 1776 mise in comunicazione Modena con la Toscana, la storia dell’attuale territorio del comune di Serramazzoni è tutta legata alle sue frazioni.

 

 Rocca Santa Maria - Interno - ph-Associazione Serramazzoni Turismo


 

Come il Castello di Montecuccoli a lungo dominò soprattutto sul territorio dell’attuale comune di Pavullo (e oltre), il Castello di Monfestino era il punto di comando per quanto riguarda gran parte dell’attuale territorio del comune di Serramazzoni.


I primi insediamenti nella zona risalgono a epoca preistorica. A questi subentrarono in seguito stanziamenti romani. Nel corso del Medioevo il borgo e il castello di Monfestino, con la sua posizione dominante sulla pianura furono al centro di ripetute lotte, con frequenti passaggi di mano.

 

Fu a lungo feudo dei Balugola, passò agli inizi del XIV secolo ai Da Savignano, i cui beni nel 1406 furono confiscati e donati dagli Estensi alla famiglia dei Contrari, signori di Vignola. Sotto i Contrari Monfestino conobbe una grande prosperità, grazie anche all’instaurarsi di un lungo periodo di pace.

 

Dalla seconda metà del XVI secolo al 1796 dominarono i Boncompagni, che cessarono con l’avvento della Repubblica cispadana durante l’occupazione francese. Serramazzoni divenne con l’avvento della Restaurazione una sezione del comune di Pavullo.


La costituzione di Serramazzoni in comune autonomo avviene solo dopo il 1860. Nel patrimonio storico-architettonico di Serramazzoni spiccano: il castello di Monfestino (proprietà privata); l’antica chiesa di Rocca Santa Maria; il castello di Pompeano; la torre della Bastiglia del 1100 a Ligorzano; le chiese di Montagnana e Varana, nonchè i resti delle fortificazioni medioevali sparsi in tutto il territorio comunale.

 

Castello e frazione di Monfestino

 

Castello di Montefestino - ph Associazione Serramazzoni Turismo


Da Serra si arriva a Monfestino percorrendo un cammino panoramico di quattro chilometri. La località ed il suo castello rappresentano una delle più importanti testimonianze del passato. Il toponimo potrebbe provenire dall’antica famiglia romana dei Da Faustini, ma più probabilmente esso deriva dal patrono della chiesa parrocchiale S. Faustino (mons Faustini).

 

All’inizio del '900 il castello fu ristrutturato dalla Famiglia Corni che tutt'oggi ne detiene la proprietà. La tradizionale festa di Monfestino che si tiene verso la metà del mese di luglio è l'unica occasione per poter visitare parte del Castello. La chiesa, costruita nel 1034, è situata fuori dalle mura del castello ed è dedicata ai Santi Faustino e Giovita.

 

Il castello di Pompeano

 

Castello di Pompeano

 

Il castello di Pompeano è uno dei luoghi più affascinanti tramandati dalla storia dell’Appennino. Sorge su un’ofiolite e racchiude un borgo antico, con la chiesa di San Gemignano al Sasso, di bellezza autenticamente toscana. Dopo un restauro iniziato negli anni ’90 è stato riaperto nel 2009. Si accede attraverso un portale gotico che immette nella cerchia delle mura merlate, dove s’innalzano i ruderi del castello che apparteneva ai conti Da Gombola, con il torrione  duecentesco.

 

Il vicino palazzetto in pietra era la dimora dei successivi feudatari e conserva all’interno un salone monumentale con un grande camino, un soffitto a travature dipinte e pareti decorate nel Seicento con gli stemmi delle famiglie nobiliari. La visita al castello è possibile solo la domenica mattina, a meno di prenotare una visita guidata in altri giorni della settimana.

 

 Rocca Santa Maria

 

Rocca Santa Maria - ph Associazione Serramazzoni Turismo


La Rocca è una tra le più antiche Pievi dell'Appennino Modenese. Edificata tra l’ottavo e il nono secolo, fu donata nel 1108 al Vescovo di Modena da Matilde di Canossa. Al suo interno presenta tre navate divise da ampi archi a tutto sesto che poggiano su quattro colonne e semicolonne i cui capitelli, diversi per forma e composizione ornamentale, presentano un intaglio vigoroso.

 

All’esterno della Pieve si può ammirare la campana con lo stemma gentilizio dei Da Savignano donata alla comunità nel 1375 da Ugolino da Savignano, signore di quei luoghi e della Podesteria di Monfestino. La Pieve è visitabile solo a ridosso delle funzioni religiose. L'Associazione Serramazzoni Turismo (tel. +39 349.3920593) organizza visite guidate su richiesta.

 

 

I sassi di Varana

 

Borgo di Varana - ph Associazione Serramazzoni Turismo

 
La rupe di Varana è costituita da due ammassi rocciosi principali, spianati alla sommità, e da una parte detritica, a grossi elementi. Il primo ammasso roccioso, di fianco alla chiesa dell'antico borgo di Varana, ha un'altezza di 5-6 m. Più imponente è il secondo affioramento, che sorge oltre la chiesa, dove la scarpata rivolta verso ovest raggiunge un'altezza di 10-12 m circa. Sul Sasso più grande, un tempo, sorgeva una fortificazione con torre. Ora funge da palestra per gli amanti dell’arrampicata.

 

Cascate Delle Borre


Cascata delle Borre - ph associazione Serramazzoni Turismo

 

Percorrendo la Via Giardini, arrivati in località Stella, si deve svoltare sul bivio che indica "Via Bartolacelli" e "Cava di Varana", dopo qualche minuto si incontrerà il torrente e le sue quattro bellissime cascate.

 

 

Il Rio della Pulce, che nasce dal monte Faeto, assume il nome di Torrente Fossa quando raggiunge l'altezza di Varana Sassi dove riceve anche l'affluenza del Fosso delle Borre.

 

 

 

 

  

 

 

Cascate Del Bucamante

 


Cascata del Bucamante - ph Associazione Serramazzoni Turismo

 

Tra gli itinerari più suggestivi dell'alta Valle del Tiepido, vi sono le Cascate del Bucamante che partendo dalla gola tra il monte di Monfestino e quello di Corazzano, offrono una meta ideale per passeggiate e brevi escursioni anche con bambini.

 

Il territorio calcareo ha favorito nel corso dei secoli, la formazione di Travertino di cui sono rimaste le tracce di estrazione lungo il corso del fiume. Qui troviamo inoltre un habitat ricchissimo che il Gruppo Naturalistico Bucamante ha permesso di preservare.

 

Come in altri centri dell’Appennino modenese a Serra vi è un centro della Federazione Italiana Tennis, con 9 campi in terra battuta e 3 in campo sintetico. D’estate gli allievi della FIT trovano ospitalità presso la Scuola Alberghiera di Serramazzoni.
Sono presenti in Serra e dintorni strutture con palestra, campi di pallavolo, basket, calcetto, piscine, campi di equitazione, e tiro con l’arco.

 

Nel territorio di Serra si pratica inoltre l’arrampicata sportiva, mountain-bike, trekking, il nordic walking, orienteering, pesca e parapendio. Ci sono più di 120 km. di di sentieri segnalati con cartelli e mappe (www.faeto1000.it).


Oltre alle bellezze naturali, storiche e artistiche di cui si è detto, le attrazioni di Serra (di cui parleremo a lungo) sono:

  • ristorazione: tra la più sofisticata del Frignano con interpretazioni innovative della cucina tradizionale
  • una scuola alberghiera di prima classe, gestita con piglio imprenditoriale
  • caseifici di filiera biologica (seme, allevamento, formaggio, carne bovina, www.caseificiosantarita.it)
  • sport e passeggiate
  • Museo della Rosa Antica, che merita una storia a parte
  • la vicinanza a Maranello/Ferrari: sia per chi visita Maranello/Ferrari e vuol godersi un’esperienza di montagna, sia per chi sta nel Frignano e vuol passare mezza giornata ad immergersi nel mondo Ferrari.
  • Ottimi produttori di aceto balsamico
     

Serramazzoni è la porta del Frignano. Da qui si prosegue per Pavullo e da Pavullo si può scegliere se salire a Sestola ed al Cimone oppure continuare a percorrere la statale 12 che porta a Lama Mocogno, Rio Lunato, Pievepelago, Fiumalbo e l’Abetone.

 



di Redazione 1