La Valle del Cervo (Biella): ruga d'autore sul volto della Terra: Cenni storici, il secondo millennio


Comunità Montana Valle del Cervo La Bürsch
Via B. Galliari, 50 - 13811 Andorno Micca

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I primi documenti che citano la valle d’Andorno attestano il lascito fatto dall’imperatore Ottone I nell’anno 963 ad Aimone, conte di Vercelli. Per ciò che riguarda l’alta valle bisogna attendere il 1207 quando una bolla di Papa Innocenzo III (quello legittimo, non l’antipapa longobardo) si riferisce alla chiesa di San Martino di Campiglia Cervo e alla valle del “Sarvo” che altro non è che l’antico nome del torrente Cervo.

 

Ma nel 1379 la vallata, stufa del dispotismo del vescovo di Vercelli Giovanni Fieschi , insieme a Biella si ribella e si sottomette al duca Amedeo VI di Savoia che gradisce, acconsente e poi concede il tutto in feudo ad Ibleto di Challant.
Nell’alta valle si presume che fino a questo periodo esistano solamente alpeggi, piccoli casolari o borgate abitate solo stagionalmente. Ma già dal 1468 ci sono documenti che parlano di liti tra il capoluogo e l’alta valle per lo sfruttamento dei pascoli …


 

Andorno, la vecchia Cacciorna, non si fa mancare nulla. Il suo mercato del lunedì è fiorente: vengono in molti, anche da Gressoney e dalla val Sesia. Biella, che tiene mercato nello stesso giorno, non gradisce. Dal 1379 in poi sono liti legali e botte e spesso scorre il sangue. Ci vogliono quasi due secoli ma poi, finalmente, interviene Emanuele Filiberto: nel 1561 Andorno ottiene l’autonomia da Biella e mantiene il mercato. Sempre, ancor oggi, di Lunedì.

 

Nel 1621 il duca Carlo Emanuele I di Savoia crea il marchesato di Andorno che comprende tutta la Valle. Giunge l’anno 1629: la peste imperversa e le vittime sono numerosissime. I monatti arrivano addirittura da Zermatt per seppellire i morti. Poi, nel 1649, è il turno degli spagnoli che invadono anche il biellese: gli andornesi per evitare il saccheggio pagano un esoso tributo in frumento e generi alimentari.

 

Dall’anno 1694 inizia il progressivo smembramento del Marchesato: l’alta valle ottiene l’autonomia.
Con alterne vicende, divisioni e riunificazioni, seguendo i destini dei Savoia e poi del Regno d’Italia e della Repubblica i comuni diventano quelli attuali: Andorno Micca, Campiglia Cervo, Miagliano, Piedicavallo, Quittengo, Rosazza, San Paolo Cervo, Sagliano Micca, Tavigliano e Tollegno.
 

Piedicavallo - foto Lorenzo Delpiano



di Redazione 4