A spasso con Mestolo a Mongrassano (Cosenza)


Comune di Mongrassano


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Mestolo arriva a Mongrassano dopo aver lasciato la costa tirrenica della provincia di Cosenza e addentrandosi tra le meravigliose colline verdeggiante che anticipano il grande massiccio della Sila. Il borgo si trova appollaiato su di un poggio che si eleva per 550 metri sul livello del mare. Da lassù si gode di una vista meravigliosa su di una cintura di alture boscose, sempre verdi, che cingono regalmente l’abitato. Il suo territorio fu abitato sin dai tempi più remoti, come testimoniano i reperti archeologici riprovati.

 

A spasso con Mestolo a Mongrassano

 

Nella zona detta Signorello è stata rinvenuta un’anfora risalente al V secolo a. C. Secondo gli studiosi il primo nucleo abitativo risalirebbe alla fine del III secolo a. C. quando il console Marco Licinio Crasso, giunto nella zona per dare la caccia al rivoltoso Spartaco, donò il terreno dell’accampamento ai suoi più valorosi soldati che lo trasformarono in casale, dando il nome di Mons Crasanus e in onore del console di Grasso.


 

A spasso con Mestolo a Mongrassano

 

Nel XII secolo il nome si trasforma in Mocrasani o Macrosani e il borgo apparteneva alla famiglia Rostain de Agost. Intorno alla metà del 1400 accolse una nutrita popolazioni di profughi provenienti dall’Albania che cercavano asilo dalle persecuzioni dei Turchi ottomani. Dopo essere appartenuto nei vari secoli alle varie famiglie feudatarie che dominavano di volta in volta il territorio, nel 1813 Mongrassano diviene comune autonomo. Passeggiando tra le belle e caratteristiche vie del centro storico il nostro amico cuoco si imbatte in bellissimi palazzi nobiliari come Palazzo Nudo e Palazzo Sarri che si caratterizzano, tra l’altro, per i loro artistici portali ad arco a tutto sesto.

 

A spasso con Mestolo a Mongrassano

 

Di notevole rilevanza artistica e architettonica è la chiesa dedicata a Santa Catarina di Alessandria Vergine e Martire le cui origini ci portano intorno al 1100. L’edificio sacro, in stile romanico, presenta all’esterno un portale d’ingresso in pietra realizzato nel 1938 dal Maestro P. Mantovani. L’interno è diviso in tre navate e contiene un matroneo retto da un elegante colonnato in marmo. Interessante il tabernacolo in argento cesellato risalente al 1829 e realizzato da Francesco Maria Santoro.



di Redazione Calabria