La Strada del Vino dell’Etna: paesaggio, tradizione, cultura, gastronomia attorno al vulcano


Associazione "Strada del Vino dell'Etna"


A cura di ANDREA DI BELLA



Si sa soltantanto che la sua altezza supera i 3.300 metri, ma non è mai definitiva. Varia a seconda delle eruzioni, della frequenza dei pennacchi di cenere che si alzano alti sopra la sua vetta. È la magia dell’Etna, “a muntagna” per i siciliani, territorio straordinario, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.


Natura, paesaggio, profumi, arte, cultura e gastronomia si incontrano ad ogni curva, lungo la strada che circonda il vulcano. Un paesaggio che cambia spesso a seconda dell’altezza e dei giochi del sole: profumi diversi si susseguono come per incanto e si mescolano, dando al visitatore sensazioni irripetibili, quasi introvabili in altri luoghi.


Borghi in pietra lavica guardano il mare lungo le pendici, case rurali antiche  dai colori acquerellati, prima vivaci ora addolciti dal tempo, resistono ancora ai capricci di Sua Maestà il Vulcano, così come le case padronali, con le loro architetture piacevoli ed equilibrate. Vecchi palmenti si affacciano sull’ultima littorina della Circumetnea, conservando ancora resti di botti di castagno testimoni del tempo passato. Cortili disegnati da vecchi scalpellini, con l’immancabile cisterna dell’acqua e accanto l’inseparabile lavatoio.Grappolo invitante - Ph. ANDREA DI BELLA


 

Terrazze nere allineate da mani esperte di vecchi contadini fanno di questi muri a secco un vero patrimonio da tutelare, un bene prezioso da conservare, un paesaggio incantevole e suggestivo, che solo qui riesce a vivere.


E sopra, quella terra nera o più o meno rossiccia, vulcanica, minerale, dall’odore strano, particolare, aggressivo, che ti lascia il segno nelle scarpe, che ti inonda, come l’acqua del mare, quando ti addentri nella vigna tra un filare e l’altro. Vigneti antichi testimoni del coraggio e della passione  di vignaioli operosi e intraprendenti che hanno contribuito notevolmente, negli ultimi anni, alla valorizzazione e al successo internazionale dei loro vini.


Questo è il paesaggio del vino dell’Etna, dei vitigni storici che disegnano i fianchi del vulcano (sono stati i primi dell’Isola ad ottenere la Doc, già nel 1968). Vini preziosi, figli di questo paesaggio a volte desertico, baciato dal sole sempre, favorito dal vento, reso ancora più affascinante dalla presenza di alberelli di Carricante, di Nerello Mascalese o Cappuccio, capaci di produrre i grappoli più turgidi e i sapori più ricchi di sfumature di tutta l’isola.

Mappa della Strada del Vino dell'Etna


Quella che descrivo è la terra del cuore, la terra dove sono nato, la terra che, nel bene e nel male, ti resta dentro per tutta la vita, la terra che hai amato e che ami ancora, la terra da dove parti ogni volta e ogni volta vorresti tornare. L’amore per questo paesaggio è infinito, non finisce  mai di stupirti, ti dà gioia; e ora che la Sicilia del vino regala emozioni a tutto il mondo sono ancora più felice. Certo il sacrificio di tanti uomini e donne che negli anni si sono prodigati con coraggio e tanta passione ora è ripagato.

 

Nascono qui i vini della luce e del sole, quelli che guardano il mare da lontano e il pennacchio nero del vulcano. Oltre ai vitigni storici, qui vengono impiantati anche vitigni internazionali (Cabernet, Merlot, Syrah), che, mischiati col frutto di quelli autoctoni, danno risultati eccellenti e sensazioni bellissime, vini equilibrati ed eleganti.


Sono finiti i tempi in cui il vino siciliano si utilizzava come uva da taglio per i vini magri del Nord. Qui è avvenuta e continua ad avvenire una sperimentazione  molto interessante, una performance enologica che afferma un nuovo e sorprendente stile di vino.

Casa tipica sulla ferrovia Circumetnea - Ph. ANDREA DI BELLA

 

Qui i vigneti partono dai 400 metri s.l.m. per arrivare sopra quota mille, (un dislivello unico al mondo tra le produzioni Doc), esposti in pieno Sud e in pieno Nord, sottoposti a escursioni termiche tra giorno e notte che d’estate possono arrivare fino a 30 gradi e differenze microclimatiche estreme. Quegli alberelli affondano le radici nelle sostanze minerali di questa terra lavica  e sono esposti ai raggi del sole quasi 365 giorni l’anno. Condizioni queste che rendono unico il “terroir etneo”, dando ragione a qualcuno che ha definito questo territorio “la Borgogna del Mediterraneo”.


E allora mettetevi in cammino, scoprite queste strade vulcaniche, bussate alle numerose cantine lungo il percorso, visitate questi borghi silenziosi, assaggiate le prelibatezze della terra, parlate con questi produttori, fatevi raccontare la storia dei luoghi e della campagna, la vita del vigneto, sotto il pennacchio grigio di quell’amore-odio che è “iddu”, il vulcano.


E tuffatevi nelle dolcerie locali dove vi attende un tripudio di piaceri per la gola: mieli, mandorle, pistacchi; smarritevi tra cannoli, cassate, torroni e martorane, canditi e mustazzoli. Una tavolozza di colori, sapori e profumi di quelle terre che sanno di sole, di zagara e di mosti, là dove le pianticelle di ginestra dipingono di  giallo  le pietre nere , riaffermando il trionfo della vita.

E la littorina sale... Ph. ANDREA DI BELLA


Numerose sono le antiche rocche, i fortilizi e i castelli, le torri e le cittadelle fortificate, le chiese in pietra lavica e i vecchi conventi che testimoniano l’importanza e la vastità del patrimonio culturale  e del paesaggio urbano etneo, meritando sicuramente una visita.


Lasciate la Riviera dei Limoni a Riposto, anticamente porto per il commercio del vino, e salite su per Santa Venerina, Zafferana Etnea, Milo, Sant'Alfio, Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Bronte, Adrano; lasciatevi alle spalle Taormina e la Valle dell’Alcantara e osservate l’Etna da vicino. Cambia forma come una terracotta modellata dalle mani sapienti di un artigiano sopraffino e cambiano le colture: frutteti, oliveti, terrazze di viti, noccioleti, castagneti, piante di pistacchi, fichidindia, ancora qualche rara pianta di sorbo vi accompagnano in un viaggio emozionante di grande bellezza.


Tra un calice di Etna Rosso, Bianco o Rosato Doc, una degustazione di formaggi di montagna, un assaggio di Miele di Zafferana, una pasta al Pistacchio di Bronte, arriverete sull’altro versante etneo quello di Trecastagni, che guarda la Piana di Catania e, lontano, il fiume Simeto: altre suggestioni, altrettanti sapori, ulteriori emozioni.


Comunque lo facciate, in macchina, in moto, in bici o con la vecchia littorina della Circumetnea è un viaggio che vi rimane dentro, dal cuore alle narici che continueranno a profumare ancora per  tanto tempo di quelle Mele Gelato Cola, varietà autoctone dell’Etna, che la Natura ha deciso di fare nascere solo qui!


Buon viaggio e salute!

Prodotti tipici siciliani - Ph. ANDREA DI BELLA

 

 



di Andrea Di Bella