I vini “Vie d’alt” dell’azienda Bruno Venica, a Prepotto (Udine)


Azienda Agricola Bruno Venica, Prepotto (Udine)


Famiglia, oppure gestione familiare, tradizione di famiglia, o anche tutta la famiglia….. Queste le parole più ricorrenti durante l’incontro con Nadia Venica, giovane e carina e simpatica conduttrice dell’azienda Bruno Venica.

 

“Capa” della cantina e del vino, aiutata dalla sorella Mara con Cristian, da Giulia da mamma Paola e da papà Bruno che invece preferisce lavorare sulla terra, e anche con la terra visti i recenti sbancamenti e i terrazzamenti degli ultimi vigneti.

 

Ma partiamo dall’inizio: la zona è tra le più belle del Friuli, la vallata dello Judrio; poco prima di arrivare a Prepotto centro, ovvero piazza farmacia e chiesa, se piegate a sinistra in località Craoretto, percorrete la strada alta….”Vie d’Alt”…. che dopo pochi chilometri, un paio, vi porta al Bosco Romagno e a Ipplis.


 

Si tratta di strada magnifica, bella in primavera col verde rigoglioso, bella in autunno coi caldi gialli delle foglie, bella sempre per il paesaggio e per quello che trovate lungo la strada, trattoria per il frico giusto, o aziende vinicole, come appunto questa, all’inizio della salita, ma abbastanza in alto per godere della vista di quasi tutta la vallata, chiusa a destra da Ruttars e con la neve delle preAlpi a sinistra. Struggente e emozionante.

 

Mentre arrivo e parcheggio, sotto la tettoria passa un carrello con il maiale appena ammazzato e con i fumi dell’acqua…. a della griglia.. che riempiono occhi e naso. Maiale di casa, per consumo famigliare e per accompagnare gli assaggi del vino: calore e accoglienza, ospitalità e generosità di una terra che amo e della quale Nadia Venica & Co. sono espressione più genuina.

 

Saranno cento gli anni dell’azienda nel 2015, un secolo di lavoro nei campi e un secolo di vino, anche se allora era un vino molto diverso da oggi; fu Antonio Venica a fondare questa attività appunto nel 1915 ed erano tempi difficili, a pochi metri dall’Austria e dalla ex Jugoslavia.

 

Terra di confine, dove i rapporti non sono regolati da trattati, ma più facilmente dallo scorrere dell’acqua o dal movimento delle bestie o dei carri agricoli, altri tempi. Oggi l’azienda è ben strutturata, si estende su 15 ettari qui a Craoretto, in zona DOC Colli Orientali del Friuli e sottozona Schioppettino di Prepotto, autentico e unico per natura, come recita il loro claim.

 

Nadia, enologa, adotta un progetto vino molto semplice e rispettoso delle caratteristiche dei vigneti, e siccome in azienda ci sono vigneti anche molto vecchi, molte sono le qualità vendemmiate ed imbottigliate; vigneti vecchi, ma anche terrazzamenti nuovi, fatti dove il terreno soffriva e necessitava di drenaggi utili a smaltire le violente piogge che spesso si abbattono in questa terra appena sotto le montagne.

 

Molte le varietà si diceva, vediamole; tra i bianchi: Friulano, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Traminer Aromatico, Ribolla Gialla spumantizzata ( a Valdobbiadene, da amici) e Ribolla Gialla ferma. Ci sono anche il Verduzzo Friulano e poco Picolit.

 

Un Rosato di Merlot, prima spremitura, ci porta ai rossi, che sono: Merlot, Cabernet Franc, Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino di Prepotto, fatto secondo disciplinare, Schioppettino IGT, più fresco e morbido e poi il Pignolo, grande vino da oltre quattro anni di botte grande. Lo Schioppettino è un vino impegnativo, da degustare con attenzione, che sgomita nella bocca per far uscire tutti i suoi sapori e che andrebbe calmato e fatto riposare ancora per dare il meglio: grande vino che migliora sempre.

 

Il Traminer, l’aromatico meno diffuso in zona, qui offre profumi intensi e non stanca la bocca, buona gradazione largo bouquet; il Friulano è completo, pieno e intenso e innamorato del prosciutto, buono buono.Annotazione a parte per un vino che strizza l’occhio alla patente e alla clientela femminile, il Durmulin, un Moscato Giallo a bassa gradazione alcolica.

 

Mercato di vicinanza, Friuli e Veneto, poi aperture di clientela in tutta Italia e Austria, grazie anche allo Schioppettino di Prepotto e alla sua Associazione. Nadia Venica ci tiene a sottolineare come circa il 70% della vendita avvenga qui in azienda, segno inequivocabile di un passaparola positivo che funziona e della fidelizzazione della clientela: ottimo.

 

La grande sala degustazione, aperta sempre o quasi, offre la vista sui vigneti e sarà così tra poco anche per le camere del Bed & Breakfast che si aprirà tra qualche mese e che offrirà la vista dei muri fatti con la pietra gialla della ponca (marna eocenica) e dei molti caprioli e cinghiali che regnano nel bosco vicino, e che sono un problema crescente per la campagna.

 

Sono sessantamila le bottiglie etichettate ogni anno, molte di Schioppettino che qui in tutto il Comune è il vino bandiera e sul quale molto si punta; ottimi risultati ci si attende dal Sauvignon di questa recente vendemmia, ma, come è giusto che sia, ogni anno ci sono rese diverse e risultati diversi da vigneto a vigneto.

 

Torneremo preso da Nadia Venica e torneremo sicuramente nel 2015, centenario dell’azienda, che verrà celebrato con un uvaggio. Nulla è dato sapere ancora, ma gli occhi di Nadia brillavano all’idea, come , immaginiamo, i riflessi del suo vino dei cento anni.