L’azienda Agricola di Andrea Comelli, a Ramandolo di Nimis (Udine) i vini di Renato e Anna


Azienda Agricola Comelli Andrea, Nimis (Udine)


Il Friuli Venezia Giulia è fatto di moltissime zone tipiche e particolari, di vallate (penso alla vallata dello Judrio per esempio), di colline (penso a Pradis, a Capriva del Friuli, a Buttrio, a Zegla e Cormons) , di strade (penso alla strada da Cividale a Cormons, o a quella di Borgo Clotz o da San Floriano a Oslavia) e poi anche di micro climi assolutamente unici.

 

Come la zona di Ramandolo. Nome del posto e nome del vino, e come simbolo indubbiamente la chiesetta che si vede a mezza costa di questo vigneto giardino, che sale rapidamente verso il Bernadia, luogo famoso anche per il suo motoraduno invernale e il suo Forte con faro.

 

Adoro il Ramandolo, vino nobile e raro, specialmente nella versione passito; vino tannico (il rosso bianco…), mai banale e perfetto per i crostini con il patè, o i formaggi erborinati, o anche da solo, a fine pasto mentre chi può si fuma un sigaro.


 

La zona del Ramandolo offre squarci di paesaggio incantevoli, dove le colline segnano il confine con la pianura udinese prima delle Prealpi. Nimis poi è il ristorante di Udine, nel senso che qui c’è una tale concentrazione di posti dove si mangia e si beve da attrarre ogni fine settimana migliaia di udinesi per la classica gita fuori porta; per non parlare delle sagre e delle manifestazioni dedicate al vino: c’è di tutto e di più da queste parti.

 

Per mangiare e bere, per esempio, potete venire qui, al ristoro agrituristico di Comelli Andrea, nome del titolare scomparso qualche anno fa, e ora gestito dalla moglie Anna e dal figlio Renato; un bel posto dove si mangiano i formaggi fatti in latteria turnaria col latte delle bestie di proprietà, si mangiano i salumi dei maiali allevati in casa e soprattutto si bevono i vini della cantina Comelli.

 

Siamo in Via Valle, la strada che porta a Ramandolo e qui i Comelli sono molti, occhio quindi all’insegna. Cento, centocinquanta metri sul mare, inizio collina, appena fuori dal paese, per una azienda di 15 ettari da sempre attiva; si parla dell’inizio del ‘900 con bestie e seminativo, e oggi gli ettari vitati sono sei.

 

I vini sono tutti Doc Colli Orientali del Friuli, mentre il Ramandolo, come si sa, è una DOCG, che lo rende davvero unico. Sul tavolo della grande sala, troviamo in bella vista il formaggio, il burro e la caciotta aromatizzata; è un mondo affascinante quello delle latterie turnarie, antico e rispettoso, e soprattutto che produce ottimi formaggi.

 

In bottiglia, i vini sono esposti appena entrati sulla sinistra, abbiamo i due Ramandolo, anche quello passito, il Picolit, poco e prezioso, il Friulano, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Cabernet Franc, sincero e fresco, gradevole in bocca e perfetto per la cena, e il vino “Tite”, come il nonno, ovvero una riserva di Refosco fatta in certe annate, oggi si beve il 2006.

 

Discorso a parte per le bollicine da Merlot, vinificato in bianco, che si chiama Trinità, e il Trinità Rosè fatto invece con uve Refosco. Per la spumantizzazione, come altre aziende della zona, ci si appoggia a Vigna Verde di Fiume Veneto.

 

Piccola la produzione annua, 13.000 bottiglie, ma molto vino viene venduto in azienda e nello spaccio, dove la clientela accompagna spuntini e bicchieri, soprattutto nei fine settimana. Da aggiungere c’è il discorso olio extra vergine d'oliva, che sempre di più troviamo come elemento aggiuntivo delle aziende vinicole; 300 piante da 10 – 12 anni, ma la loro prima etichetta personalizzata è del 2012; la spremitura viene fatta a Cividale e il loro olio è gradevole e profumato, tipicamente estivo per come lo definisco io, adatto quindi a mozzarelle, insalate e pesce.

 

La clientela è prevalentemente italiana, ma ci sono anche molti austriaci e tedeschi che qui vengono attratti dal Ramandolo e guidati dal passa parola. Loro due, mamma e figlio, sono simpatici e ospitali e ti mettono a tuo agio, non solo con le parole ovviamente, ma anche col calore del piatto che sa di tradizione e di genuinità. Sono posti come questi che ti inducono a tornare in zona, e il loro vino merita essere assaggiato.