Cantina Valpolicella Negrar (Verona): storia e tradizione


Cantina Valpolicella Negrar +


Il successo ottenuto dalla Cantina Valpolicella Negrar nasce dalla profonda consapevolezza delle possibilità offerte dal territorio e dalla sua storia, le stesse motivazioni che nel 1933 portarono alla fondazione della Cantina Sociale.

 

Alle porte del secondo conflitto mondiale, lo scenario politico ed economico non era certo propizio per battezzare una nuova impresa, tanto più che i vigneti d'Europa, proprio quell'anno, furono perseguitati dalla fillossera.

 

Da un lato la decimazione delle viti, dall'altro molti “astuti industriali” che commerciavano vino fatto con uve d'importazione come se fosse vero Valpolicella non rendevano facile la situazione, ma l'orgoglio di sei gentiluomini veronesi ebbe la meglio sull'incertezza di quel periodo e il 23 agosto venne siglato un accordo che ancora oggi guida lo spirito della Cantina.

 

Unendo le forze, i sei fondatori iniziarono a dotarsi di moderni impianti di produzione, imbottigliando direttamente il prodotto e puntando quindi all'ingresso in nuovi mercati.

 

Già dopo soli due anni, nel 1935, la cantina si fece notare alle esposizioni internazionali di Siena e Bruxelles.

 

La Cantina continuò a crescere, tanto che nel 1948 vinificava 12 mila quintali d'uva ogni anno e nel 1957 fu rifondata con 80 soci.

 

Anche nei periodi più difficili, l'attenzione al mercato e al rinnovamento tecnico che si è reso via via sempre più necessario, ha sempre tenuto conto delle radici sociali della Cantina, che fin dalla nascita ha saputo divulgare tutto il valore che si cela in una bottiglia di pregiato vino.

 

Negli anni, il continuo sviluppo della Cantina è, negli anni, stato infatti sempre sostenuto dalla consapevolezza del valore tipico della Valpolicella, zona giustamente rinomata, anche grazie a realtà solide ed autentiche come la Cantina Valpolicella Negrar.





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