Cantina "La Morattina", Brisighella (Ravenna)


La Morattina +


Luca, la passione per il vino, la voglia di produrlo in una zona come la collina faentina, Brisighella, Montefortino, su quei terreni che il suo bisnonno acquistò alla fine dell‘800, spinto dal desiderio e dall’istinto di dar valore al suo territorio, di svelare e sviluppare le potenzialità nascoste della sua terra e dei suoi vitigni.

 

I vini della Morattina

 

Poi un'amicizia, quella con Thom che fin dall'inizio, da quando Luca decide di impiantare vigneto, "sposa" la Morattina e lavora con impegno e dedizione per far conoscere i prodotti che nascono da queste terre.

 
Hanno cominciato così, e con questo spirito proseguono, sempre più entusiasti del loro lavoro, contenti dei risultati ottenuti ma mai soddisfatti, con la voglia di migliorare continuamente.
 
Sette ettari di vigneti stretti attorno ad un grande casolare che Luca ha trasformato in agriturismo, gli danno i grappoli da cui ricava le sue bottiglie.
 
Le colline, così dolci e serene che lo circondano e accompagnano il suo lavoro tra i filari, lo guardano con occhi amici e lui cerca di traslare ciò che gli dicono con purezza e severa dedizione nei vini che nascono. 
 
Semplicità e profondità sono le sue linee guida, verso bicchieri che non abbiano bisogno di essere spiegati per essere apprezzati, perché non sono altro che lo specchio, ricco di sfumature e prospettive, delle peculiarità del paesaggio e di tutto ciò che vive nell’uva matura. 
 
Produrre vino significa generare un equilibrio che tenga conto della intima essenza caratteriale di ogni singolo vitigno, della sua interazione col territorio, delle caratteristiche sia dinamiche che sostanziali di quest'ultimo, della personalità dell’attore “uomo” e, non ultima, della visione che del vino di una azienda hanno coloro che con particolare corrispondenza e fedeltà lo bevono.
 
Produrre vino significa avere rispetto della natura, non dimenticando, però, che di essa fa parte anche l'uomo, quell’uomo che il vino lo sorseggia e lo ama, il cui gusto è sempre in evoluzione e i cui sensi vanno rispettati, non maltrattati nel nome di falsi o ottusi intellettualismi.
 
La Nostrana di Brisighella, foto di Giorgia LagostiLuca e Thom allora, nei rossi, dosano il loro Sangiovese con una piccola percentuale di Petit Verdot e di Merlot, smussano gli spigoli e accentuano il colore: ne risulta un naso ricco di note di ciliegia, di spezie, di cannella e una bocca in cui compare la nota alcolica, sostenuta da una buona acidità e caratterizzata dai sentori della frutta matura. 
 
Ora un appunto: dopo l’assaggio delle annate 2007 e 2008 non posso far altro che dire che questi abili vignaioli potrebbero avere più pazienza.
Le bottiglie più giovani avrebbero ancora bisogno di tempo, di riposo e di meditare…
 
Nel bianco invece, si “sposano” Sauvigno Blanc e Chardonnay dando vita ad un vino che al naso colpisce con note di pesca bianca e camomilla, mentre in bocca si rivela con una elegante acidità, non astringente e di grande persistenza.
 
Ma la "Morattina" non è solo vigneto: troviamo anche due ettari di olivi, quelli "nativi" delle colline faentine, due ettari di Ghiacciole e di Nostrane di Brisighella che nelle annate in cui il freddo non rovina il raccolto, come per esempio il 2009 con il suo inverno gelido, vengono molite a Modigliana per la produzione del loro olio.
 
E ancora le erbe officinali, due ettari di salvia, melissa, lavanda e issopo fra le cui terre sono stati tracciati sentieri da percorrere sia a piedi che in bicicletta e dei cui profumi si può, come mi dice Luca, vivere il territorio, stare bene (questo progetto si chiama Agrifitness).
I percorsi si snodano su tutta la superficie dell’azienda e quindi anche sui restanti 80 ettari ricoperti di prati pascolo e di boschi.
 
Tornando alle erbe, Luca mi racconta che questi doni della collina, si possono raccogliere, si possono essiccare, si possono utilizzare per preparare tisane o semplicemente si possono conoscere guidati dalla competenza di una erborista che collabora con l’azienda.
 
E' un posto un pò magico quello su cui ha "messo" forti radici la Morattina e non è facile tradurre in parole quelle sensazioni che si possono comprendere solo se vissute sulla propria pelle, ascoltando con animo umile e attento la natura che ha tanto da raccontaci...




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