Caseificio Agriturismo Vallenostra di Mongiardino Ligure (Alessandria): prodotti e offerte


Vallenostra (crm)

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C'è un tesoro nascosto in un comune sparso della Val Borbera, nel territorio sfarinato delle frazioni di Mongiardino Ligure, dove la provincia di Alessandria butta l'occhio oltre l'Appennino per vedere il mare.

 

Questo tesoro è il Montèbore, formaggio unico (anzi, "il più raro del mondo"), di cui si parla fin dal XII secolo, che fu a corte di duchi e papi e che oggi è prodotto in pochissime forme fatte "a castello", forse per imitare le forme del diroccato castello di Montèbore.

 

Il centro di raccolta, recupero e restauro di quest'opera d'arte dei formaggi è l'agriturismo Vallenostra, unico produttore riconosciuto dal presidio Slow Food che, oltre al Montèbore, merita una visita per una serie infinita di motivi.

 

Tanto per cominciare i paesaggi, ancora "veri", della Val Borbera, gioiello ancora poco conosciuto ma che merita senza dubbio un soggiorno per approfondirne la conoscenza. Poi l'Agriturismo Vallenostra in sé e per sé, con la sua Osteria, la genuinità dei suoi prodotti, le sue numerose iniziative e i suoi menù.


 

Nel capitolo "iniziative" va ascritto per esempio "adotta una pecora": con 100 euro è possibile "adottare" un ovino che vivrà libero nei pascoli appenninici della "Cooperativa Vallenostra", ma anche riservarsi parte della produzione del Montèbore (hanno aderito nomi illustri, come Beppe Grillo e Luca Cordero di Montezemolo).

 

A Vallenostra ci sono pacchetti di assoluto interesse come quello per la cena con menù degustazione e vino Timorasso (un'altra rarità della zona), pernottamento in Hotel tre stelle (camera doppia) con colazione, visita al caseificio (durante le lavorazioni nei giorni in cui si svolgono normalmente) e pranzo con menù degustazione e vino bianco autoctono.

 

Il menù degustazione "tipo" può prevedere: aperitivo con tagliere di formaggi (Montébore, mollana, rué, cadetto) e focaccia calda; budinetto al Montébore con salsa di peperoni piccanti; fagiolane al tartufo nero; salumi di produzione propria (Cinta Senese) con "fersulla" calda.

 

E via con i primi: risotto con Montébore e zucca; trofie di castagne in salsa di noci; gnocchi di patate; quarantine al pesto genovese; taglierini al ragù di salsiccia e funghi;

 

C'è spazio per i secondi? Allora via con brasato di sottopaletta con cous cous di polenta; borberina al cartoccio con tartufo nero della valle; maialino nostrano cotto nel forno a legna; moretta di fagiolane della Val Borbera.

 

Ancora un pochino di appetito? Arrivano mousse di castagne, fantasia alle Pesche di Volpedo, il tutto annaffiato da vino Timorasso, un bianco autoctono da non perdere. Ogni piatto, ogni profumo, ogni passo, qui, rischia di essere una scoperta eccezionale, in un territorio che sa raccontare tutte le virtù di un paesaggio non contaminato.



di admin