Azienda Agricola “La Sabbiona”, Faenza (Ravenna): descrizione dell'azienda


La Sabbiona +


L’Azienda Agricola “La Sabbiona” si trova nella suggestiva vallata ai piedi della Torre Medioevale di Oriolo dei Fichi (esagonale a doppio puntone, unica in Italia), sulla prima quinta collinare a ovest di Faenza (Ravenna), affacciata su un paesaggio caratterizzato da ordinati vigneti, frutteti, campi coltivati, boschi e antichi borghi.

 

Questa straordinaria posizione permette di godere di una grande tranquillità per poter apprezzare a pieno i colori, i profumi e le tradizioni della Romagna.

 

Le terre di questa zona in origine furono proprietà del Notaio Donelli, consigliere del Comune di Faenza e notaio del piccolo borgo di Oriolo dei Fichi (allora Aureolum), arroccato vicino alla Torre; nel 1655 furono cedute a Ottaviano Salvioni, al quale forse si deve il nome “La Salviona”.

Solo successivamente, come sovente accade, con il passare del tempo il nome sarebbe mutato divenendo “La Sabbiona”.

 

Un’altra ipotesi sull’ origine del nome, potrebbe essere da ricercare nella tipologia del terreno che, a tratti, presenta zone estese di affioramenti di “sabbia gialla”.

 

La Famiglia Altini, da sempre ricca e fiera di quella cultura contadina che è stata tramandata da padre in figlio, sotto la guida dell’allora capofamiglia Quinto e spinta dall’amore e dalla passione per la terra e per il vino, negli anni 70 decise di lasciare i terreni di pianura e di spostarsi in collina per acquisire un podere ceduto dallo Zio materno Emilio Ceroni.

 

 Foro aerea della zona

 

Dopo le prime vendemmie che risalgono degli anni 70, ci si rese subito conto della buona qualità delle uve e si decise quindi di vendere il vino prodotto nella piccola cantina, ricavata da un vecchio stabile fino ad allora adibito a ricovero attrezzi.

 

Mauro Altini, l’attuale guida dell’azienda, è qualcuno con cui vale la pena chiacchierare. 

Dai suoi occhi e dalla sua esperienza traspare tutto ciò che un buon vignaiolo dovrebbe preservare: semplicità, entusiasmo per il proprio lavoro e quel tocco di nostalgia che arricchisce lo sguardo di chi custodisce una lunga tradizione.

  

Sui 28 ettari di terreno lontani dall’urbanizzazione la famiglia segue ogni attività, dalla viticultura, a cui ne sono dedicati 15, alla coltivazione di frutti, dai cereali al rinomato Scalogno di Romagna Igp, fino all’agriturismo a cui è stato dedicato un antico casale (esistente già alla fine del 1500) ristrutturato nel rispetto del paesaggio ma dotato dei confort del presente.
  

Dal recupero della stalla si è inoltre ricavata la sala ristorante dove vengono serviti i piatti tipici della cucina romagnola.

Tutti tasselli questi che si intrecciano fino a creare un vero esempio di accoglienza per il turismo dell’enogastronomia d’eccellenza.

 

Lo sforzo della Sabbiona è rivolto costantemente alla crescita di una realtà aziendale attenta al legame con la terra e con le sue tradizioni e protesa verso la costante valorizzazione del territorio, attraverso la conservazione di antichi sapori e saperi.

 

Ciò è dimostrato anche dalla dedizione con cui, da anni, in azienda si lavora al recupero di due vitigni autoctoni, fieri rappresentanti della cultura enologica romagnola: proprio puntando su queste piante “rinate” in terra di Romagna, La Sabbiona produce vini di alta qualità, che rappresentano l’identità del territorio e delle sue tipicità.

 

 Rifugio, vitigno CentesiminoLa produzione enologica dell’azienda spazia da bianchi e rossi classici (sangiovese, trebbiano, albana, sirah), agli uvaggi, ai passiti, ai monovitigni sopracitati, frutto di una autentica valorizzazione dei ceppi autoctoni pregiati: è il caso del bianco Famoso (Vip), e del rosso Centesimino (Sauvignon Rosso nella versione base, Rifugio nella versione barricata, Bella Vita nella versione spumantizzata e Laura nella versione passito).

 

Questi vini sono il prezioso risultato di una attenta ricerca fatta in vigna e in cantina e rappresentano bene quello che per la Sabbiona è un principio guida: la memoria “attiva” delle tradizioni autoctone nella piena consapevolezza del loro alto valore.

 

Va infatti sottolineato che la lunga tradizione famigliare non ha impedito, ma anzi stimolato, l’apertura all’innovazione scientifica e tecnologica.

 

I vitigni Famoso e Centesimino (è difficile mettere su carta le sensazioni che può regalare un vino unico, così legato alla zona d'origine, specchio magnifico di quella gente che da secoli vive ed ama quelle prime colline che si stendono all'ombra della massiccia Torre d'Oriolo) sono stati salvati dall’estinzione ed i loro prodotti migliorano di anno in anno.

 

Proprio questi che un tempo erano considerati marginali o da “taglio”, con le moderne tecniche di vinificazione e attraverso l’abilità dell’enologo e del vignaiolo, offrono risultati sorprendenti: il tempo e lo studio che è stato dedicato loro, hanno consentito di trovare un ottimo equilibrio gustativo.





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