Azienda Agricola Longanesi Daniele





Quando nel 1913 Antonio Longanesi comprò la proprietà, in un "roccolo" (area boscosa al limite dei fondi dove veniva praticata la caccia dal capanno agli uccelli di passo) venne trovata una vecchia vite, abbarbicata ad una quercia. Veniva utilizzata come richiamo per gli uccelli. Viste la rusticità della pianta e la notevole resistenza alle malattie fungine dei grappoli composti da piccoli acini dalla buccia spessa, la famiglia provò a produrre vino in casa, come tutti i contadini della zona.

 

Si ottenne, con stupore, un buon prodotto da 14° che ebbe notevole successo anche fra gli amici, favorendo la diffusione del vitigno nella zona. Nel 1956 si decise quindi di piantare il primo vigneto di uva Longanesi soprattutto per aumentare il grado alcolico degli altri vitigni presenti in azienda (Uva d’Ora e Canina). Ai nipoti Antonio e Pietro che intuirono il suo potenziale, il merito di avere salvato e diffuso il vitigno. Le analisi isoenzimatiche eseguite presso l'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano Veneto e le analisi del DNA effettuate presso l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige confermano che questo vitigno non assomiglia a nessun altro finora conosciuto.

 

Negli anni ’70 si provò a regolarizzare il vitigno tramite l’Università di Bologna. Dopo un lungo iter burocratico, finalmente nel 1999 è stato iscritto nell’albo dei vigneti col numero 357 come Uva Longanesi (in onore della famiglia che lo ha salvato), detto “Bursòn” (dal soprannome di Antonio Longanesi).

 

Dalla vendemmia 2007 il Bursòn può fregiarsi dell’attributo IGT (indicazione geografica tipica). Nel 1995 il proprietario dell’azienda diventa Daniele Longanesi, che nel 1996 e 1997 la amplia fino a raggiungere h. 5,86 di terreno di medio impasto tendenzialmente argilloso.

 

Nel 1999 Daniele è tra i soci fondatori del consorzio "Il Bagnacavallo", nato per tutela e la valorizzazione dei prodotti del territorio, e comincia a produrre vino anche a fini commerciali. Nel 2005 diventa il presidente del consorzio "Il Bagnacavallo". Nel 2006 inizia la costruzione della nuova cantina di circa 300 metri quadrati, comprensiva di una piccola sala degustazione e di servizi igienici, accessibile anche ai portatori di handicap.

 

Attualmente vengono prodotte circa 15.000 bottiglie di vino in quattro diverse tipologie: il Burson etichetta blu e nera, il Decimello, un passito bianco ottenuto da uva Trebbiano Romagnolo, e l’ Anemo, un passito rosso ottenuto da Uva Longanesi e altre uve aromatiche locali.

 

Il vino prodotto viene venduto in tutta Italia, ma anche all’estero, in Germania, Giappone, Repubblica Ceca e San Marino. L’azienda è presente nelle maggiori guide enogastronomiche come ad esempio la Guida di Veronelli che nel 2001 le ha riconosciuto un "Sole", la Guida Duemilavini dell’Ais che l’ha premiata con i 4 grappoli,la Guida del Gambero Rosso dove ha raggiunto la finale per i 3 bicchieri nel 2005 e la guida "la Romagna da bere" che gli ha dato un’eccellenza nel 2005 e nel 2006.