Abbazia di Fossanova (Latina)


Mondo del Gusto


E’ una bella giornata.

 
Decido di andare a visitare l’Abbazia di Fossanova, di cui mi hanno più volte parlato molto bene.
 
Non c’è traffico. Viaggio tranquillamente ascoltando una selezione (mia) di cantautori che mi accompagna da oramai molto tempo: De Andrè. Guccini, De Gregori, Dalla, Fossati... Era parecchio che non le sentivo: come sempre sono molto belle e, come sempre, suscitano parecchi ricordi. Panta rei…
 
Sto per arrivare. Già da lontano l’abbazia si presenta in tutta la sua maestosità e solidità. Avendo percorso la Strada Provinciale Marittima, vi entro dall’antico ingresso attraversando un arco il cui stemma nella parte superiore ricorda i Borghese, che s’impadronirono dell’Abbazia e vi dimorarono dopo che i monaci Certosini, succedutisi ai Cistercensi, ne erano stati allontanati nel 1873 con l'avvento dell'unità d'Italia.
 
               Abbazia di Fossanova - Antico ingresso
 
Nella sua maestosa eleganza e nella solida struttura, l’abbazia rappresenta uno straordinario esempio di architettura cistercense, trapiantato dalla Borgogna nell’Italia centro – meridionale”.
 
“La facciata, è caratterizzata da un movimento di linee, dovuto alla presenza di un ricco portale, di uno splendido rosone, di un mosaico nella lunetta del portale."
 
 
Abbaziaa di Fossanova - Facciata
 
 
 
Entro nella chiesa: è imponente, essenziale, severa. A tale proposito un frate dell’ordine dei Frati Minori Conventuali (che attualmente hanno in affidamento l’Abbazia) diceva ad un gruppo di turisti (vi è la possibilità di prenotare visite guidate) che la struttura e l’arredamento della Chiesa erano stati appositamente progettati dall’ordine dei Cistercensi (come era loro prassi) per creare un ambiente idoneo a fornire le minori distrazioni possibili ai monaci intenti a svolgere le funzioni liturgiche e a pregare.
 
                Abbazia di Fossanova - Interno
 
Dalla chiesa si può entrare nel Chiostro attraverso la “porta dei coristi così detta perché vi entravano i monaci quando, lasciando i lavori in cui erano impegnati, si portavano in chiesa per l’opus Dei”.
 
“Le arcatelle a tutto sesto si snodano da colonnine doppie lisce e le gallerie sono coperte da volte a botte".
 
Abbazia di Fossanova - Colonnine chiostro
 
 
"Ai tre lati di stile romanico si contrappone quello costruito a sud in stile gotico: arcatelle di sezione acuta, colonnine abbinate di forme differenti e assai complesse che però non contrastano con le forme degli altri tre lati nonostante la semplicità di quest'ultimi."
 
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"Ben conservata è pure la fontana del chiostro (lavabo) costruita nel XIII secolo di fronte al refettorio”.
 
Abbazia di Fossanova - Chiostro fontana
 
Il Refettorio è un ambiente molto spazioso: è il più grande dopo la chiesa e ciò in quanto doveva consentire a centinaia di persone di consumare contemporaneamente il pasto. Vi si trova conservato ancora integro, il pulpito del rettore con la relativa scala in pietra scavata nel muro.
 
Abbazia di Fosssanova - Refettorio e pulpito
 
Un altro ambiente molto suggestivo è rappresentato dalla Sala capitolare
 
Abbazia di Fossanova - Sala capitolare
 
Staccata dagli ambienti ed edifici che sono posti attorno al chiostro, vi è la l’Infermeria dei monaci.
 
Abbazia di Fossanova - Infermeria dei monaci
 
 
Nell'edificio tramite una scalinata si accede al piano superiore, nel quale si trova la stanza in cui morì San Tommaso d’Aquino, il quale si era fermato a Fossanova perché si era sentito male mentre stava dirigendosi da Salerno a Lione in quanto chiamato dal Papa Gregorio X per partecipare al Concilio che aveva convocato per il 1º maggio 1274.
 
Abbazia di Fossanova - Stanza di San Tommaso 'Aquino
 
 
Esco dall'Abbazia e visito il borgo medievale circostante. E’ suggestivo. Oltre ad un museo all’interno dell’antica Foresteria cistercense, vi sono alcune attività ristorative e ricettive: il “Caffè dei Guitti”, il ristorante “Il Forno di Procopio”; vi è anche la possibilità di affittare casette o appartamenti.
 
Abbazia di Fossanova - Borgo
 
Ad un certo punto la mia attenzione viene catturata da un ottimo profumo di biscotti: ne seguo la scia ed entro nella “Biscotteria del Borgo” della Sig.ra Amalia. Entro e dopo avere parlato con la proprietaria (che sta lavorando nel retrobottega) faccio qualche foto ed acquisto una confezione di “Ciambelle al latte” ed una di “Biscotti alla nocciola”.
 
 
 
 
Sto rientrando con l’auto alla “base” e ripenso a ciò che ho visto e fatto. Si è confermata una bella giornata. Poi mi ricordo dei biscotti di Amalia. Li assaggio: è anche una “dolce” giornata...




di Maurizio Soverini




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