L’enogastronomia leva per il turismo del territorio: come migliorare l’offerta. Criticità e soluzioni possibili in un seminario a Torino


Contesti Turistici


A cura di ANDREA DI BELLA

 

Organizzato dalla Città del Gusto del Gambero Rosso di Torino e da Contesti Turistici, agenzia di consulenza, formazione e ricerca turistica, si è tenuto nei giorni scorsi un interessante seminario sul tema "L'enogastronomia per lo sviluppo turistico del territorio".


Una sessione di lavori che hanno messo a fuoco i punti di forza ma anche le criticità e le possibili soluzioni per trasformare le tipicità enogastronomiche di un territorio in un elemento turistico d’appeal per i viaggiatori gourmet.


Hanno partecipato, tra gli altri, Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e Turismo Regione Piemonte, Maurizio Braccialarghe, Assessore alla Cultura Città di Torino, Paolo Cuccia, Presidente del Gambero Rosso, Maria Luisa Coppa, Presidente Ascom Confcommercio Torino e Provincia, Franco Iseppi, Presidente Touring Club Italiano, Cristina Bergonzo di Sviluppo Piemonte Turismo, Mauro Carbone, Direttore dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero, Danilo Bessone di Turismo Torino e Provincia, Melania Cammisa responsabile di Contesti Turistici.


 

Un tempo, il turismo era un fenomeno d’élite, nel quale era importante l’alta gastronomia; ora, con il prevalere di un turismo di massa, è divenuta importante la buona cucina. Però siamo di fronte ad un turismo più consapevole, più esigente, più preparato. La comunicazione tecnologica oggi ha raggiunto livelli molto elevati, per cui tutti sono informati su tutto; in pochi secondi abbiamo a disposizione, in tempo reale, immagini, giudizi, recensioni su ristoranti, alberghi, che, vuoi o non vuoi, condizionano le nostre scelte, indirizzano le nostre mete.


Tutti gli operatori del Turismo devono fare rete, devono creare network e team di lavoro, allo scopo di poter offrire condizioni di viaggio appetibili, piene di emozioni, da vivere con serenità e appagamento, con motivazioni che nascono nel momento stesso in cui nasce l’idea di un viaggio.


Che l’Italia sia il Paese del buon cibo è risaputo: è un’immagine che si è giusta mente diffusa nel mondo con il turismo e al tempo stesso lo sostiene, determinando l’arrivo di sempre più numerosi visitatori stranieri.


Alto il numero dei partecipanti in sala che ha seguito con estremo interesse il seminario. Maria Luisa Coppa ha aperto i lavori, come padrona di casa, puntando l’obiettivo sull’offerta della città della Mole - “Torino ha bisogno di essere lanciata sul piano internazionale anche per lo shopping, incluso quello enogastronomico – ha detto. Antonella Parigi ha sottolineato la forza del web “Ormai il turismo viaggia su Internet quindi la Regione si impegna a migliorarsi in tal senso. E’ uno degli asset su cui punta maggiormente. Fare squadra, creare sinergie per puntare in alto”.


Maurizio Braccialarghe ha puntualizzato la svolta che la Città di Torino sta vivendo, per merito di un’offerta culturale di primo livello. “Ad ogni evento culturale occorre abbinare la cultura del cibo; sfruttare un punto di forza culturale attraverso l’enogastronomia. Occorre mettere a sistema le risorse della città”.

 

“L’enogastronomia è un aspetto veicolare del nostro Paese nel mondo – afferma Paolo Cucciarappresenta l’immagine dell’Italia produttiva”. Melania Cammisa ha presentato un’indagine condotta da Contesti Turistici sul ruolo del cibo nella scelta di un luogo di vacanza. La ricerca di mercato ha confermato che l’enogastronomia è in grado di dare un grosso aiuto alla promozione e al rilancio del prodotto turistico. I dati hanno confermato come negli ultimi anni sia aumentata la cultura del gusto in tutte le fasce sociali, affermandosi con forza particolare il cosiddetto “gusto autentico”, che va così in netta contrapposizione con il “gusto artificioso”. Uno dei dati interessanti emersi dalla ricerca è che il prodotto enogastronomico rappresenta un’icona di un territorio. Altrettanto interessante è che gli stessi prodotti sono acquistati come souvenir per il 91% degli intervistati. “Il cibo diventa un valore aggiunto per una vacanza”.


“L’enogastronomia piemontese come elemento qualificante per il turismo regionale: quali i punti di forza e quali opportunità”. Così Cristina Bergonzo, mentre Danilo Bessone punta il dito sull’” Incidenza dell’offerta enogastronomica del territorio nella scelta della destinazione turistica: il patrimonio artistico culturale, l’accoglienza, i servizi, le infrastrutture, il leisure e il wellness”.


“L’Importanza per la ristorazione dei marchi di qualità legati al prodotto, al territorio, alla filiera e all’eccellenza del servizio” sono gli elementi fondamentali che fa risaltare Luciano Sbraga, responsabile dell’Ufficio Studi di Fipe.


Franco Iseppi, nel suo intervento, si sofferma sul ruolo culturale del turismo “Cibo, paesaggio, beni culturali raccontano i territori e promuovono il turismo”.
Dobbiamo tutti insieme trovare il modo per narrare il territorio e le persone – afferma Mauro Carbone – occorre lavorare sulle risorse umane, dare garanzie di autenticità e sapere offrire emozioni”. E se lo dice il direttore dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero artefice del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dei paesaggi vitivinicoli piemontesi è detto tutto.


Occorre veicolare il turista facendo scegliere mete che uniscano al paesaggio, all’arte e a ogni altro interesse, anche la motivazione e curiosità per una specialità gastronomica o comunque per la cucina locale tradizionale. L’enogastronomia sicuramente, potrà rappresentare la carta in più, il plus della vacanza di ciascuno di noi. Noi ci crediamo. 



di Andrea Di Bella