Le cinque proposte di Carlo Petrini al Governo per il rilancio dei giovani agricoltori: inaugurato il Salone del Gusto e Terra Madre 2014 di Torino


Slow Food


A cura di ANDREA DI BELLA


“Migliaia di persone da ogni angolo del Pianeta. Qui non si parla solo di cibo. Qui si discute del futuro della loro vita. Senza contadini e artigiani l'Italia perderà la sua storia”: così esordisce Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, tagliando il nastro di questa edizione del Salone del Gusto e Terra Madre.


E guardando immediatamente in direzione Milano 2015, aggiunge: “Io voglio bene al mio Paese e l’EXPO deve crearsi un’identità, un’anima. Deve essere occasione di discussione, di riflessione, un momento di confronto, un’agorà dove discutere e sottoscrivere impegni riguardanti la biodiversità, l’alimentazione come diritto di tutti, la dignità del mondo contadino, gli sprechi alimentari, la malnutrizione”.


Tornando alla manifestazione torinese, Petrini ha annunciato che a Terra Madre quest’anno saranno presenti diversi nuovi contadini “italiani ma che italiani non sono”: "Maghrebini che fanno la fontina in Valle d’Aosta, indiani che mungono le vacche per la produzione di Parmigiano Reggiano in Emilia Romagna, macedoni che raccolgono l’uva per il Barolo: persone rispettate e ben integrate, alle quali oggi l’agroalimentare di qualità deve molto”.



Ringraziando gli oltre mille volontari che rendono possibile la manifestazione, il neoeletto Presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale racconta “i cinque giorni in cui vengono concentrate e illustrate tutte le attività che svolge Slow Food nel mondo”.

 

Si è, quindi, soffermato sull’importanza del modello di agricoltura familiare, tra i temi portanti del Salone di quest’anno: “Dobbiamo sostenere questo modello, battendoci contro le tante difficoltà con cui si scontra, a cominciare dalle norme sulla proprietà dei semi”. Parlando poi delle peculiarità del Salone, il presidente di Slow Food Italia ha illustrato il progetto dell’Arca del Gusto, grazie al quale si raccontano oltre 2000 prodotti alimentari di tutto il mondo a forte rischio di estinzione.


Per Piero Fassino, Sindaco della Città di Torino, l’intuizione di Slow Food è diventata sempre più senso comune: “Grazie al Salone del Gusto e Terra Madre, tutti noi oggi guardiamo al cibo con molta più attenzione e sensibilità. Mangiare bene è da sempre un’aspirazione dell’uomo, ma oggi si è tradotta in un diritto che va riconosciuto, esercitato e tutelato”.


Antonella Parigi, Assessore alla Cultura, Turismo della Regione Piemonte, punta i riflettori sulla cultura: “Ancor prima di essere un salone dedicato alla produzione agroalimentare, questo è uno straordinario appuntamento all’interno del quale si fa cultura. Ed è la cultura il vero valore aggiunto su cui il nostro Paese può giocarsi la propria competitività. Bisogna lavorare insieme e difendere la nostra identità: per questo sono molto grata alla concezione del mondo che sta dietro Slow Food, ancora più importante dell’impatto economico che la manifestazione ha sul territorio”.



“Ma come far tornare i nostri giovani alla terra? Il Governo deve operare per questo obiettivo”. È questo l’interrogativo che Petrini rivolge al Ministro delle Politiche Agricole Martina, a cui “affido cinque proposte a costo zero destinate al Presidente del Consiglio”.

  • La prima riguarda la legge in difesa del suolo agricolo contro la cementificazione: se si vogliono evitare i dissesti idrogeologici non si può più rimandare.
  • Il secondo suggerimento è un appello alle banche: aprite linee di credito ai giovani contadini, senza speculare e tenendo conto dei tempi più lunghi che richiede l’avvio dell’attività agricola.
  • Il terzo concerne il rafforzamento delle nuove tecnologie, in modo che i giovani agricoltori possano comunicare più facilmente, in modo da realizzare forme di distribuzioni più giuste e più adeguate.
  • Altra questione è l’università, che dovrebbe essere aperta all’insegnamento dei mestieri dell’agroalimentare, proprio in virtù del fatto che è uno dei pochi comparti della nostra economia che dà segnali positivi.
  • Infine la semplificazione della burocrazia: snellire le procedure per evitare che ci si perda tra le carte bollate.

 

Maurizio Martina, incassando le proposte di Petrini e rilanciando le speranze per un’Expo da cui emergano le questioni centrali per nutrire il pianeta, ha indicato quattro sfide per il suo dicastero nei confronti delle piccole e medie imprese agricole: “Crediamo che per l’agricoltura del futuro si debba investire in un reddito maggiore, un’organizzazione più forte, la difesa della biodiversità in quanto ricchezza e una maggiore presenza dei giovani in campo agricolo, che oggi rappresentano solo il 5%”.
 



di Andrea Di Bella




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