Slow Food al Salone del Libro di Torino: Petrini e Sepulveda presentano "Un’idea di felicità", libro a quattro mani


Slow Food Editore


di ANDREA DI BELLA


Avevo incontrato Carlo Petrini e Luis Sepúlveda all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nel mese di novembre scorso. L’occasione era stata la presentazione del libro di Sepúlveda, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza.


Le suggestioni del vivere lento, del rispetto della natura, della poesia della vita.


“Affronto il tema della lentezza del vivere, del ritmo della vita, del recupero dei ritmi personali dell’umanità, del movimento. – aveva affermato Luis in quella occasione - Non solo per gli animali… ma per tutta la società! Nel libro partecipo al diritto per la lentezza, io decido la direzione in cui mi muovo e il ritmo con cui devo arrivare”. “La lentezza non è trattenersi, è la non velocità… un Paese senza povertà, una vita degna, come primo passo verso una società felice”.



Felicità e giustizia sociale sono temi che ritroviamo in questo saggio che viene presentato al prossimo Salone del Libro di Torino, “Un’idea di felicità”, che lo scrittore cileno ha scritto con Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre.


La filosofia del Movimento di Slow Food è proprio fondata sul diritto al piacere, che sia un diritto per tutta l’umanità e non solo privilegio dei ricchi. Diritto inteso come libertà di godere di cose semplici, di piccole soddisfazioni che hanno però un grosso valore: raccogliersi a tavola la sera per condividere il tempo, per raccontare il giorno, per programmare il domani; passeggiare in modo lento per la città, guardare e contemplare la vita; guardare il cielo e magari farsi catturare da uno stormo di uccelli (esistono ancora anche sopra la città); contemplare la campagna; assaporare un cibo buono; dare un sorriso vero ai nostri bambini che non sia solo quello della tata.


La felicità è ancora di questo mondo?

 

Sepúlveda e Petrini rispondono, domenica 11 maggio alle ore 18.30, nella sala 500 a Lingotto, presentando il libro scritto a quattro mani, edito da Guanda e Slow Food Editore.


C’è ancora, rispondono Sepúlveda e Petrini, purché sappiamo trovarla e riconoscerla.

 

Dall’Amazzonia al cuore dell’Africa, dall’esperienza amara dell’esilio all’abbraccio collettivo di Terra Madre, ricordi e pensieri di due autori d’eccezione si intrecciano in una conversazione che attraversa attualità e letteratura, gastronomia e politica, difesa della natura e della tradizione.

 

Tra incontri e racconti, storie di grandi leader e di piccoli eroi del quotidiano, Petrini e Sepúlveda ci guidano alla ricerca di quel diritto al piacere che è oggi il più rivoluzionario, democratico, umano degli obiettivi. Con la lentezza e la saggezza della lumaca, però. Perché anche noi possiamo smettere di correre verso una destinazione ignota, e ricominciare pienamente a esistere. Con Petrini e Sepúlveda ci sarà Mario Calabresi, direttore de La Stampa.



di Andrea Di Bella