Italia Bella: Aieta (Cosenza)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –  

 

Il nostro Sud d’Italia, dal punto di vista turistico, ha cose bellissime da mostrare ai turisti e visitatori che cercano qualcosa di diverso e alternativo al mare ed alla spiaggia.

 

Tra le tante cose da scegliere vi sono alcuni borghi bellissimi, uno dei quali è Aieta, in provincia di Cosenza, quasi al confine con la Basilicata, dalla parte tirrenica, annoverato nel ristretto club dei borghi più belli d’Italia.

 

Aieta è un paesino di poco più di ottocento abitanti, situato in una conca fertilissima alimentata da numerosi corsi d’acqua; il territorio, proprio per questa sua caratteristica, è stato abitato fin dalla preistoria ed la costruzione del borgo risale al IV-V secolo a.C., quando i Lucani innalzarono una fortificazione a difesa delle incursioni dei Greci.

 

Passato il periodo romano e bizantino le fortificazioni vennero ulteriormente consolidate contro le invasioni dei Goti e dei Longobardi i quali, una volta conquistato il paese sul monte Calimaro, gli assegnarono l’attuale nome, che indicherebbe un’aquila appollaiata sulla cima di un monte.

 

Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni si sono alternati nei secoli con le loro baronie al governo del piccolo borgo, fin quando anch’esso non venne annesso al Regno d’Italia.

 

Aieta--il-palazzo

 

Tra le cose significative di Aieta, testimonianza di un passato illustre, c’è il cinquecentesco Palazzo Rinascimentale, nel centro storico, di notevole impatto visivo, che rappresenta uno degli edifici storici di maggior interesse storico-architettonico della regione.

 

All’interno vi sono numerose sale, alcune delle quali con affreschi, oltre a quelle di servizio, di guardia, le cucine, le dispense, la sala d’armi, le prigioni, un bellissimo loggiato; trattandosi di un edificio pubblico, dichiarato monumento mazionale giusto un secolo fa, viene oggi utilizzato dal Comune per convegni e manifestazioni.


E’ del cinquecento anche la Chiesa Madre, costruita su un preesistente edificio di culto del periodo normanno, contenente alcune pregevoli opere d’arte, tra cui una rara un’icona della “Madre di Consolazione” proveniente forse dalla vecchia chiesa di S. Nicola, una croce d’argento con fusto a tralcio di vite della seconda metà del Cinquecento ed un pregevole organo del ‘600.

 

Oltre alla Chiesa anch’essa cinquecentesca di San Francesco, il borgo ospita anche diverse Cappelle votive, la più importante delle quali è quella di San Vito Martire, attuale patrono di Aieta, costruita con portale ad arco e portico di ingresso e contenente una statua lignea del protettore.


Altre cappelle sono quelle dell’Addolorata al Ponte, del XVIII secolo; le Cappelle di San Giuseppe nella Piazza d’ingresso al Palazzo; San Biagio al Socastro, con affreschi rinascimentali ben conservati e la millenaria Cappella di San Nicola in Cantogrande, di rito greco, ormai ridotta ad un rudere.

 

Aieta2


Il centro storico del piccolo borgo cosentino è caratterizzato da strette vie su cui si aprono case e palazzi con molti portali in pietra locale, lavorati da abili scalpellini aietani tra il ‘700 e il ‘900; su un lato del paese vi sono anche resti di antichi mulini ad acqua, alcuni dei quali di età medievale, raggiungibili attraversando uno stretto ponte dello stesso periodo.

 

Aieta, come molti paesi della Calabria, è anche meta di un turismo gastronomico in costante crescita; tra i prodotti tipici locali i salumi la fanno da padrone, a partire dal“Prisuttu di puorcu”, il re dei prodotti aietani, cui viene dedicato anche una sagra estiva.

 

Notevoli per gusto e sapore anche altri salumi aietani, come la Sasicchia, la Zupirsata, Lu capicuoddru, la Vrina, i prodotti trasformati e piccanti di cui l’intera regione va fiera, come anche le sue Clementine, prodotte nella conca di Aieta.

 

Ed oltre ai suoi gustosissimi salumi, il territorio del borgo è rinomato anche per alcuni piatti della sua cucina, come i “fusilli”, una pasta lunga stesa con il ferretto e condita con sugo di carne di capra o di maiale oppure con olio, aglio, mollica di pane, acciughe salate e pepe rosso; i Ravioli con ripieno di ricotta fresca; i Lagani con i ceci oppure con i fagioli locali; la Ciadeddra, un soffritto di bietole, cipolle, finocchio selvatico, patate, fave, pancetta e pasta fatta in casa.

 

Gustosi anche i secondi, come le cotiche di maiale e fagiolini, la Poncia, fatta con melanzane, peperoni, patate, cipolle, basilico, aglio e peperoni; patate e peperoni, Alici e piparuoli, cioè i peperoni; l’Ariganata, melanzane con origano, pomodori, formaggio, prezzemolo, aglio, Cucuzzielli a la scapece, cioè zucchine bollite e condite con olio, aglio, peperoncino, origano e menta; la Cossa ‘mbittunata, che altro non è che una saporita coscia di castrato o agnello preparata con aglio, peperoncino, prezzemolo, vino bianco e rosmarino.




di Redazione 35




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