Il sogno di Carlin Petrini e “il potere del cibo”: “una delegazione di contadini di tutto il mondo da Papa Francesco”


Slow Food


di ANDREA DI BELLA


In un salone gremito del Centro Congressi Unione Industriale di Torino, Carlin Petrini ha dissertato sul “potere del cibo”, con interventi del Vice Direttore de La Stampa Luca Ubaldeschi.


Ancora una volta, il fondatore di Slow Food e Terra Madresi è soffermato sul concetto di cibo come bene primario dell’umanità. Carlin riesce sempre ad anticipare i tempi e sviluppa come sempre suggestioni interessanti. Cibo e alimentazione sono temi portanti a livello internazionale.

 

Slow Food ha saputo imporre nell’agenda dei vari ministeri, a livello globale, questi temi. Ed è proprio in questo senso, secondo questa chiave di lettura, che si deve intendere "il potere del cibo". Potere vuol dire energia, forza, azioni che si compiono!


 

Riconoscimenti internazionali sono valsi a Petrini per essere, tra i primi interlocutori nel mondo, un portavoce essenziale per i temi legati al diritto all’alimentazione e alla dignità dei popoli. Nel 2004 la rivista Time Magazine gli attribuisce il titolo di Eroe Europeo del nostro tempo nella categoria “Innovator”. Nel gennaio 2008 compare nell’elenco redatto dal quotidiano inglese The Guardian, come unico italiano, tra le “50 persone che potrebbero salvare il mondo”; mentre nel settembre 2013 gli viene conferito dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) il premio Campione della Terra, “per aver reso più efficienti e più sostenibili l’alimentazione e l’offerta di cibo in numerosi paesi del mondo”.

 

 

Non a caso Papa Francesco ha telefonato personalmente a Carlin nei mesi scorsi “non avendo il numero telefonico di Sua Santità, mi è comparso sul cellulare “numero sconosciuto” e ho pensato che fosse la redazione di Repubblica per qualche articolo… invece no. Sono Papa Francesco mi ha detto e io sono rimasto senza parole”.

 

Io, racconta, avevo inviato, in precedenza, il libro di Terra Madre e un articolo sugli immigrati a Lampedusa, che avevo pubblicato su Repubblica, parlando dell’emigrazione africana verso le nostre coste. Anche il Papa è figlio di emigranti piemontesi e nel colloquio abbiamo pure parlato in dialetto”.


Certo non mi aspettavo una telefonata di mezz’ora: abbiamo parlato dei temi di Terra Madre, ha detto Petrini, del lavoro dei contadini. Uno dei disastri compiuti dai governatori del mondo è stato quello di spostare in agricoltura i concetti dell’industria”. Compiaciuto, Carlin sottolinea che “alla fine ci siamo abbracciati telefonicamente”. In seguito il Papa ha inviato al presidente di Slow Food Internazionale una lettera di ringraziamento per “esprimere gioia per la conversazione telefonica e sinceri apprezzamenti per Slow Food e Terra Madre. Bisogna far crescere il mondo perché sia più abitabile per tutti. Le chiedo gentilmente di ricordarmi nelle sue buone intenzioni. Fraternamente Francesco”.

 

Così il Papa mentre Petrini si auspica che il prossimo anno, in occasione del Salone del Gusto e Terra Madre, Sua Santità inviasse un video di saluto per gli umili della terra e accogliesse una delegazione di contadini da tutto il mondo in Vaticano. Sono loro i protagonisti”.


Carlin si sofferma, quindi, sui temi di Terra Madre, sull'energia che sa sprigionare la forza creativa della diversità, che va rispettata e valorizzata in tutte le sue sfaccettature (diversità umana, biologica, culturale, scientifica).La cosa più bella è questa gente. Questo sistema alimentare è sbagliato, è criminale, non ci garantisce un futuro felice. Fa mancare l’acqua, non tutela la biodiversità, l’accaparramento dei suoli in Africa mette fine al lavoro dei contadini, incentiva lo spreco di cibo, maggiore produzione maggiore spreco.


Lo spreco di cibo è la prima emergenza, la criticità maggiore. Non ha senso, bisogna ridurre lo spreco. Nel Saluzzese non si raccolgono più le pesche perché costa più raccoglierle che venderle. E’ una follia!


E tra il disperato e il malinconico lancia l'interrogativo “Questa gente emigrante che tipo di disperazione ha dentro?” che percorre tutto il salone e fa venire la pelle d’oca.


Si è abbandonato il concetto di valore del cibo, ora si parla di prezzo. Occorre tornare alla valorialità. Come?


“Innanzitutto con una maggiore informazione su quello che compriamo; quindi, ridare valore all’economia locale, maggiore educazione sul cibo, tornare al principio base della reciprocità (dono) che era nell’essenza della civiltà contadina. Bisogna prendere quello di positivo c’era nella civiltà di una volta. Bisogna essere convinti che la cultura gastronomica è complessa, multidisciplinare, non solo ricette di cucina. Quella delle padelle in Tv è il 10% delle gastronomia. La gastronomia è scienza, storia, antropologia, economia, ecologia, economia politica. In Tv si assiste al Circo Barnum mentre l’agricoltore è in ginocchio! Così Carlin accorato e convinto, tra gli applausi scroscianti dei presenti.


Ha quindi citato Pier Paolo Pasolini. “L’Italia non avrà più storia senza contadini e artigiani”, esclama Petrini, “Il nostro Paese è in una situazione drammatica, va a rotoli, perché non ci sono più i contadini che facevano i fossi in campagna, che “portavano l’acqua a spasso ” e basta un temporale per distruggere un territorio. Un giovane non può tornare alla terra perché non viene più ripagato. Il contadino in questa nostra civiltà di oggi è un eroe. Meno male che nel mondo ci sono piccole realtà che danno fiducia e speranza”.


A questo punto un apprezzamento anche per la città di Torino. “Il New York Times afferma che Torino è una delle città principali per l’enogastronomia. Questo significa, dice Petrini, che si è creduto in Slow Food, Terra Madre, Maestri del Gusto. Torino è capitale del cioccolato. Langhe, Monferrato fanno economia col cibo. Torino è testimone dell’evoluzione del Movimento Slow Food. L’accoglienza dei torinesi e il calore dei piemontesi in occasione del Salone del Gusto sono stati eccellenti. Con Terra Madre, Slow Food si è diffuso nel mondo.


Il concetto di cibo “Buono, pulito e giusto” apre la strada necessaria per riconciliare gli esseri umani alla Terra e affrancarli dalla piaga della fame e dalla vergogna della malnutrizione. In Africa si muore ancora per fame!”


E chiude con una vena polemica, soffermandosi sull’immigrazione di colore. “Io sorrido, afferma Petrini, perché il bello di questo mondo è la diversità culturale delle persone; non avere paure, è la gente che sta cambiando la nostra Italia. Che Paese è il nostro! Tutti parlano di Made in Italy: ma il Barolo lo fanno i Macedoni, la fontina non la fanno i Valdostani,il Parmigiano Reggiano nasce dalle mani degli Indiani. Che Paese è questo! Un Paese che dimentica che i nostri nonni facevano questa vita.”


“Pratichiamo il giusto piacere alimentare, il piacere non è egoismo è condivisione. E’ più importante la felicità dell’individuo!"

 

Vi saluto con una frase che pronunciava una grande cuoca di Langa, per andare via sorridendo: “tengo aperto solo a pranzo perché non voglio essere la più ricca del camposanto”.


Grazie Carlin.



di Andrea Di Bella




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