Italia Bella: Vipiteno (Bolzano)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

Tra le innumerevoli bellezze italiane, quelle altoatesine, Dolomiti in testa, sono
Sicuramente ai primi posti; oltre ai “monti pallidi” però, l’Alto Adige conta anche bellezze di altro tipo, come certi piccoli borghi e paesi, alcuni dei quali considerati tra i più belli d’Italia.

 

Uno di questi è Vipiteno, paese di circa 6.500 abitanti, situato in una posizione strategica all’imbocco della Val Pusteria, nella vallata del passo del Brennero, a 950 metri slm, tra il fiume Isarco ed il rio Ridanna, circondato dalle alpi dello Zillertal, dello Stubai e le Sarentine.

 

La cittadina altoatesina, situata a poca distanza dal confine con l’Austria, è la più settentrionale d’Italia ed ha mantenuto nei secoli le sue caratteristiche medioevali, quando fu un florido centro minerario di argento e sede scelta anche da diversi imperatori.

 

I caratteri architettonici medioevali sono particolarmente presenti all’interno del suo centro storico, dove spicca la Torre delle Dodici, che rappresenta il simbolo di Vipiteno.

 

 Sterzing_Vipiteno_torre_dodici_

 

La zona fu abitata dall’uomo fin dalla preistoria; i romani, poi, vi fondarono l’accampamento militare di Vipitenum proprio per la sua posizione strategica nella vallata verso il nord Europa e di controllo delle strade e mulattiere dei passi del Brennero, del Giovo e di Pennes.

 

Per lo stesso motivo la città rimase per secoli in balia degli eventi, contesa tra i conti del Tirolo ed i vescovi di Bressanone; i primi in particolare, quando Sterzing, l’odierna Vipiteno rimase sotto il loro dominio, ne fecero una città con privilegi commerciali e artigianali che attirarono gente e prosperità.

 

Le attività minerarie, iniziate fin dal ‘400, attirarono investitori anche da altri stati esteri e con essi personaggi illustri dell’epoca, che abbellirono il paese con i loro palazzi, castelli e torri; sorsero edifici pubblici come la Torre Civica, il Palazzo comunale, la Parrocchiale e residenze private come la Jöchlsthurn, la Wildenburg e la Haidenschaft.

 

L’età aurea di Sterzing-Vipiteno durò meno di due secoli e quando le miniere argentifere persero d’interesse anche la prosperità ed il benessere della città venne meno.

 

Seppur risparmiata dalle varie guerre dell’epoca, la Vipiteno medioevale subì molti guasti dovuti alle frequenti inondazioni dei suoi corsi d’acqua che rendevano il territorio paludoso e malsano; situazione che venne risanata solamente nel XIX secolo con un’imponente opera di bonifica che consentì la rifioritura dell’agricoltura e dell’allevamento, con la conseguente nascita di una zootecnia moderna e dell’industria lattiero-casearia.

 

Il centro storico medioevale di Vipiteno è caratterizzato dalla presenza di abitazioni con cavedii, frontoni merlati, inferriate alle finestre, archi marmorei a sesto acuto ed "erker", i tipici bovindi, che testimoniano la ricchezza di un tempo; per entrare nelle stradine acciotolate o lastricate del borgo si attraversano le quattro porte; la Porta Margherita o Telves, la Porta Giovo , la Porta Inferiore o Porta Bressanone all'estremità meridionale e la Porta Ungerhauser o Pfitscher.

 

Il quattrocentesco Palazzo Comunale ospita una delle sale di teatro più antiche del Tirolo, la sala Vigil Raber; nel cortile interno ci sono un cippo miliare romano ed una copia della famosa “Stele di Mitra”, il cui originale, ritrovato poco distante da Vipiteno, è conservato nel museo del capoluogo altoatesino; la Torre Delle Dodici divide la Città Nuova da Piazza Città, dove si trova la trecentesca Chiesa del S.Spirito, la più antica chiesa di Vipiteno, con un interno finemente affrescato.

 

Poco fuori dal centro c’è invece la quattrocentesca Parrocchiale di Nostra Signora della Palude, accanto alla quale sorge il duecentesco complesso dell'antica Commenda dell'Ordine Teutonico, che ospita oggi tra l'altro il Museo civico al cui interno sono esposti interessanti pannelli provenienti dalla bottega del maestro di Ulm Hans Multscher.

 

 Vipiteno_Castel_Tasso_

 

Sopra un colle che sovrasta Vipiteno a Campo di Trens, si erge maestoso il millenario Castel Tasso, uno dei più importanti e meglio conservati dell’intera regione, al cui interno sono presenti arredi e suppellettili delle varie epoche passate; Castel Tasso è meta ogni anno di migliaia di visitatori, per ammirare tra le altre cose anche la grande cucina duecentesca, la torre, la preziosa “sala verde”, i camminamenti di ronda della fortezza.


Oggi Vipiteno è una conosciuta e rinomata località turistica, dedita al commercio, all'artigianato, all'edilizia e nota per un’industria per la produzione di impianti sciistici di rilievo internazionale, oltre che con molti alberghi, negozi caratteristici, caffè e tipiche gasthaus; anche la produzione lattiero-casearia, in particolare lo yogurt Vipiteno, ha contribuito non poco all’affermazione ed alla notorietà del paese in Italia ed Europa.


Se il turismo, sia estivo che invernale, porta ogni anno a Vipiteno migliaia di persone, anche altri eventi che vi vengono organizzati fanno la loro parte contribuendo al benessere di questa terra e della sua gente, come ad esempio la “Sfilata dei Krampus”, diavoli in maschera che scorrazzano per le vie del centro in occasione di San Nicola, patrono della città; oppure per il caratteristico e tipico Mercatino di Natale, dove il paese si anima di luci, profumi di spezie, di legno, di vin brulè, di dolci come lo Zelten, lo strudel, i biscotti Lebruchen.

 

Vipiteno_mercatino-natale- 


Anche le manifestazioni collegate ai prodotti enogastronomici non sono da meno, come la “Sagra dei canederli”, la “Festa dello Yogurt” ed il Festival storico che si tiene ogni anno nel periodo pasquale.


In tutte le occasioni di manifestazioni, la gastronomia altoatesina e di Vipiteno è sempre protagonista nelle trattorie e nei ristoranti cittadini, con i fantastici gnocchetti al formaggio, chiamati Käsespätzle, ricoperti di Cipolla impanata e fritta, oppure il Germknödel, un grosso gnocco cotto al vapore, ripieno di marmellata di prugne e ricoperto con una delicata salsa alla vaniglia ed una spolverata di semi di papavero, solo per fare un paio d’esempi da far venire l’acquolina in bocca e la voglia di salire fin quassù.




di Redazione 35




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