Italia Bella: Seborga (Imperia)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

Non tutti sanno che il territorio italiano, oltre allo Stato Vaticano e alla Repubblica di San Marino, contiene anche l’antico “Principato di Seborga”, la cui storia è curiosa.

 

Seborga è un piccolissimo borgo ligure di 320 anime o poco più, nell’entroterra della provincia di Imperia, non distante da Bordighera, di cui alcuni abitanti una sessantina d’anni fa decise di rivendicare l’indipendenza dalla Repubblica Italiana, sostenendo, un po’ goliardicamente, ma anche basandosi su ragioni storiche, di essere stato in passato un Principato autonomo.

 

Reputando illegittima l’annessione allo stato sabaudo nell’ottocento, i seborghiani dagli anni ’60 si sono immedesimati nel ruolo, eleggendo quale reggente del Principato “Giorgio I”, al secolo Giorgio Carbone, rimasto in carica fino alla sua morte, nel novembre 2009, sostituito, con libere elezioni, dal nuovo reggente “Marcello I”, cioè Marcello Menegatto, coadiuvato da un consiglio di 9 ministri.

 

eborga

 

Naturalmente sia il “re” che il suo consiglio non hanno alcun potere legale e la situazione rappresenta una simpatica trovata finalizzata ad incrementare il turismo del borgo, anche se il “Principato” conia una sua moneta, chiamata “Luigino”, il cui cambio è di 6 dollari americani, che pur non avendo alcun valore, viene accettato dagli esercenti di Seborga ed ha suscitato l’interesse del mondo numismatico.

 

Per non farsi mancare nulla, poi, quei burloni di Seborga hanno anche sfornato le proprie “targhe automobilistiche” le quali, naturalmente, possono essere usate solamente a fianco di quelle ufficiali nazionali.


Gli abitanti, inoltre, possono anche richiedere il passaporto e la patente di guida con tanto di bolli e timbri del loro Principato, che hanno comunque solo un valore simbolico e folkloristico.

 

Al di là della trovata che per i più è solamente di natura folkloristica e di promozione turistica, per i quali noi gente italica siamo maestri, Seborga ha alle spalle una storia millenaria, che la vede sede di un importante monastero benedettino per oltre metà dello scorso millennio, rimanendo un feudo dipendente direttamente dal Regno di Francia, all’interno del territorio della Repubblica di Genova che lo circondava completamente.

 

Seborga-

 

Nel XVI secolo i monaci istituirono una zecca e cominciarono a battere moneta e per una ventina d’anni utilizzarono il loro conio per far conoscere il “principato” in giro per Europa; quando due secoli dopo il territorio passò sotto il dominio del Regno di Sardegna e dei Savoia, anche la storia del Principato di Seborga finì e, come tutto il resto, diverrà parte della storia d’Italia.

 

I Luigini d’argento di Seborga sono estremamente rari; pare ne rimangano solamente una dozzina di esemplari di cui 4 fanno parte della raccolta numismatica dell’ex Re d’Italia Vittorio Emanuele III, che si trovano nel Museo Nazionale di Palazzo Massimo a Roma; 2 si trovano presso il Museo imperiale di Vienna; 1 è presso l’Hotel de Ville di Marsiglia; 1 si trova nell’Hotel de Ville di Lione; e 4 sono in possesso di privati.

 

Uno di costoro ha messo il proprio Luigino, proveniente dalla collezione del Conte Cordero di S. Quintino nel XVIII secolo e acquistato ad un’asta a Montecarlo, a disposizione del Museo di Seborga dov’è visibile.


Seborga è un piccolissimo borgo la cui vita si dipana attorno alla sua piazzetta, dove sorge l’antica chiesa di San Martino, recentemente restaurata, con un bell’affresco del Santo sulla facciata e il cosiddetto “Palazzo”, la residenza dei monaci benedettini, nel cui interrato sono custoditi i resti dell’antica zecca; all’ingresso del borgo c’è il piccolo oratorio di San Bernardo, del XIII secolo.

 

Seborga

 

Ma Seborga ha anche un’altra chicca per i suoi visitatori: è stato allestito anche un piccolo Museo degli strumenti musicali comprendente 135 antichi pezzi unici dal 1744 al 1930, tutti in perfetto stato di conservazione e di funzionamento, raccolti in oltre cinquant’anni di attività da Giuliano Fogliarino, nativo proprio di Seborga.

 

Oltre alle sue curiosità e vestigia del passato, Seborga offre ai turisti che arrivano anche molto altro; le colline che circondano il piccolo “principato” ligure sono pieni di ulivi la cui produzione è di altissimo livello, così come l'attività floricola; la cucina poi, che coniuga sapientemente i sapori di mare del vicino golfo con quelli dell’entroterra ligure, rappresenta un richiamo irresistibile.




di Redazione 35




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