Italia Buona: Le pesche nettarine di Romagna


Italia Buona


 Il frutto che più simboleggia il territorio romagnolo è sicuramente la pesca nettarina che arriva sui banchi di frutta e verdura e negli scaffali dei reparti ortofrutta di supermercati e ipermercati ad inizio giugno, per restarci fino a quasi fine settembre.

 

La loro produzione viene coperta da un territorio molto vasto, che copre l’intera Romagna di pianura e collina, spingendosi anche nel bolognese e ferrarese.

 

Le nettarine, come le pesche, probabilmente ebbero origine in Cina più di 2000 anni fa e furono coltivate nell'antica Persia, in Grecia e alcuni territori dell’impero romano.

 

Fino a qualche decennio fa le nettarine erano considerate frutto di un incrocio tra la pesca e la susina, per via della loro buccia sottile, liscia e rossiccia; indagini genetiche ne hanno però evidenziato la natura spontanea e originale.


 

Si ha notizia di coltivazioni di questa varietà di pesche in Romagna fin dal Trecento; probabilmente il clima mite della vicina costa adriatica ne ha favorito la coltivazione e la diffusione prima in Romagna e poi anche in altre zone d'Italia.

 

Le pesche nettarine di Romagna Igp possono essere a polpa bianca o gialla, a buccia liscia; le varietà a polpa bianca sono solamente sei, mentre quelle a polpa gialla hanno quasi trenta differenti tipologie varietali; entrambe, comunque, si distinguono per il loro profumo intenso ed il loro sapore dolce.

 

Se la pesca normale è matura quando assume il tipico colore 
giallo di fondo ed è abbastanza morbita al tatto, con profumo intenso e caratteristico, la nettarina di Romagna può essere mangiata anche se è ancora leggermente indietro nella maturazione, quando 
ha ancora una buona consistenza e, addentandola, risulta ancora croccante.


Le pesche sono dissetanti e poco caloriche e sono spesso alla base di succhi estivi, cocktails, gelati e macedonie, oltre che come guarnizione di ottime torte; in Romagna hanno inventato anche le “Pesche dolci all’alchermes”, che non sono altro che dolcetti di pasta frolla dove al posto del nocciolo c’è della crema o del cioccolato, se non entrambi, che una volta uniti vengono bagnati nel liquore rosso e dolce e ricoperti di zucchero, facendoli assomigliare molto alle pesche vere e proprie.



di Redazione 35




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