Italia Bella: Vieste (Foggia): il paese dai mille colori


Italia Bella


All’estremità del promontorio del Gargano, di fronte alle Isole Tremiti, arroccato su uno spuntone di roccia cui fa da sentinella il “Pizzomunno”, un grosso monolite bianco incassato nel mare azzurro e limpido, c’è Vieste, la più importante cittadina garganica della costa.

 

Per diversi anni Vieste, il cui numero di abitanti si avvicina ai quindicimila per moltiplicarsi notevolmente nel periodo estivo, è stata insignita del premio “Bandiera Blu”; se il mare, infatti, fa da catalizzatore per il turismo estivo, il paese, con la sua storia, le sue vestigia medioevali, le sue case bianche, gli eventi folkloristici e la sua gastronomia, si è conquistato un posto di rispetto se non proprio d’onore nel cuore di tantissimi italiani e stranieri.

 

Lungo la scogliera, oltre la spiaggia del Pizzomunno ed il porticciolo, si aprono gli antri delle grotte Marine e varie insenature naturali, molte delle quali accessibili solo dal mare; altrove si protendono dagli scogli verso il mare, come cavallette sulle loro zampette magre, i caratteristici “trabucchi”, antichi capanni da pesca che svettano sui pali di legno e ancora oggi sono utilizzati per pescare e in qualche caso per fornire pesce fritto fresco ai turisti.

 

Vieste-pizzomunno

 

La storia di Vieste è strettamente collegata alle incursioni dei pirati saraceni, combattuti fin dal medioevo; nella parte alta del centro storico, poco distante dal castello svevo, una pietra detta la “Chianca Amara” sulla quale vennero trucidati dagli invasori turchi migliaia di abitanti, ha resistito alle insidie del tempo.


Il territorio di Vieste rientra nell’ambito del Parco del Gargano, un ecosistema di straordinaria bellezza, caratterizzato da numerose cavità presenti sia nella costa frastagliata che nel terreno carsico dell’entroterra; qui sono stati numerosi i ritrovamenti archeologici che attestano la presenza dell’uomo fin dalla preistoria.


In centro paese, nella zona più elevata del vecchio centro storico, oltrepassata l’antica “Porta ad Alt” a sesto acuto, si trova la Concattedrale, edificata in epoca medioevale ma più volte restaurata in epoche successive; poco distante si erge maestoso a strapiombo sul mare il Castello Svevo, a pianta triangolare, che si distingue dagli edifici e dal paesaggio circostante per il suo colore scuro; peccato non sia visitabile in quanto occupato da strutture della Marina Militare.

 

Per i turisti e soprattutto per gli appassionati di pesca e foto subacquea, le varie grotte marine scavate dal mare nella roccia calcarea della costiera di Vieste, presenti comunque un po’ ovunque lungo la costa garganica e le prospicenti Isole Tremiti, sono un richiamo irresistibile; bellissime le particolari conformazioni che l’erosione del mare e dei venti ha prodotto in alcuni scogli caratteristici, come appunto il Pizzomunno e l’Architiello di Pugnochiuso, oppure la cosidetta grotta sfondata, quella dei due Occhi, la grotta Rotonda, la grotta Smeralda, quelle dei Pipistrelli, del Serpente, della Viola e altre ancora.


Vieste è sede periodicamente di eventi molto sentiti dalla sua popolazione; tra queste c’è la festa di Santa Maria di Merino, che richiama in paese centinaia di persone emigrate in ogni parte del mondo, per ritrovare amici e parenti e assistere alla solenne processione lunga sette chilometri.


Durante la processione la statua della Madonna farà il percorso d’andata guardando il mare e quello di ritorno con lo sguardo rivolto alla campagna interna, in segno di protezione delle due ricchezze cittadine, il mare e l’agricoltura.


Molto sentita anche la festa di San Giorgio, dove però la processione con varie statue di santi si snoda lungo le strade del paese; in questa occasione viene organizzato uno storico picnic a base di frittata ed una corsa di cavalli sulla spiaggia di Pizzomunno.

 

Vieste

 

A queste iniziative “di terra”, fa da contraltare la festa di Santa Maria Stella Maris, dedicata al mare ed ai pescatori, chiedendo alla divinità la benedizione e la protezione di coloro che hanno dedicato e dedicano la loro vita al mare; in quest’occasione la processione, iniziata in paese, si trasferisce in mare, sulle barche, prima di essere ricollocata in una nicchia scavata tra le rocce nei pressi del porto fino all’anno successivo.

 

Le tante manifestazioni sia di carattere religioso che di natura più espressamente folkloristica sono occasione per mettere in evidenza anche la tipicità della gastronomia del territorio garganico, caratterizzata da prodotti di terra e di mare, in cui spiccano piatti come le melanzane ripiene, la zuppa di pesce, i dolci di miele e mandorle tipicamente natalizi, la marmellata di ceci, i troccoli, le pettole e tanti altri, tra cui formaggi tradizionali prodotti con latte bovino come il caciocavallo podolico e di capra garganica, come la cacioricotta.




di Redazione 35




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