Italia Bella: Porto Ercole: la porta meridionale dell’Argentario


Italia Bella


Il promontorio dell’Argentario che si allunga dalla Maremma grossetana nel mar Tirreno verso le isole del Giglio e di Giannutri, è un’isola mancata; infatti è collegata alla terraferma da due sottili strisce di terra oltre che dalla diga ottocentesca realizzata dal granduca Leopoldo II.

 

Quella a nord collega la terraferma al promontorio tra Albinia a Porto Santo Stefano; la diga centrale attraversa Orbetello, che si trova proprio al centro dell’omonima laguna; la bretella meridionale è attraversata dalla strada che collega Ansedonia a Porto Ercole.


Quest’ultimo è un suggestivo borgo marinaro di origini molto antiche, sorto in una baia riparata da un piccolo promontorio ad opera probilmente degli Etruschi o dei Fenici; furono successivamente i romani, dopo la conquista, che gli conferirono il nome, in onore del mitico Ercole.



 

In epoca medioevale il piccolo nucleo abitato venne assoggettato alle diverse famiglie feudatarie; nel ‘300 circa vi venne edificata una possente Rocca e la chiesa di Sant’Erasmo; il secolo successivo finì sotto il dominio della Repubblica di Siena, che fortificò il borgo con possenti mura di cinta tutt’ora presenti e le torri d’avvistamento sulla costa.

 

Porto_Ercole

 

In seguito alla guerra tra Siena e Firenze, i primi appoggiati dai francesi e i secondi dagli spagnoli, Porto Ercole fu teatro di una sanguinosa battaglia, raffigurata anche in un quadro del Vasari conservato a Palazzo Vecchio, nel capoluogo toscano.

 

Nonostante nuove fortificazioni costruite a ridosso dell’abitato, distrutte nel corso della battaglia, Porto Ercole cadde nelle mani degli spagnoli, che lo fortificarono ulteriormente con la costruzione di Forte Filippo, Forte Stella e Forte Santa Caterina facendo del borgo un porto una zona d’importanza continentale per diversi decenni.

 

Con l’arrivo delle truppe napoleoniche Porto Ercole iniziò il suo lungo declino, che si interruppe solo quando il territorio dell’Argentario divenne una rinomata meta turistica della nobiltà e dell’alta borghesia europea.

 

Il paese è riuscito a conservare intatto l’aspetto del paese di pescatori, anche se oggi il turismo è la prima industria di Porto Ercole; tanti i luoghi d’interesse storico e artistico, a partire da Forte Stella, a pianta stellare a sei punte; le chiese di Sant’Erasmo e di San Rocco; la cinta muraria medioevale, con la Porta Pisana ad arco gotico a sesto acuto sormontata dalla Torre dell’Orologio.

 

Il paese, che si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Argentario, comprende anche il “Giardino Corsini”, un esteso boschetto attorno all’omonima villa in cui si trovano molte specie tropicali che si sono perfettamente adattate al clima dell’area.

 

In pieno centro storico, nella panoramica piazzetta sul mare, contrapposto al Bastione Santa Barbara, c’è l’imponente Palazzo dei Governanti del ‘500; da qui una serie di vicoli si arrampicano nella parte più antica del paese dove c’è la chiesa di Sant’Erasmo, con le tombe dei governanti spagnoli e, si dice, anche di Caravaggio, che morì a Porto Ercole in circostanze misteriose.


L’edificio seicentesco si trova all'interno delle antiche mura; la facciata è in stile toscano molto semplice, con l'interno severo e solenne; la chiesa di San Rocco, invece, è situata fuori le mura, alle porte del borgo nuovo, arroccata su uno sperone di roccia.

 

porto-ercole-

 

Lungo il piccolo porto antico sottostante caratterizzato dalle facciate colorate delle case, si affacciano diversi negozi, locali alla moda e ritrovi notturni molto frequentati durante le sere estive dai numerosi turisti dell’Argentario.

 

Appena fuori del borgo sono visibili il cinquecentesco Forte Filippo e quello settecentesco di Santa Caterina, oltre alla Torre del Mulinaccio e la poderosa Rocca medioevale che domina raggiungibile attraverso una deviazione dalla strada panoramica, che, con la loro imponenza, dominano e rendono ancora più affascinante il paesaggio.

 

Porto-Ercole-forte-Stella

 

Lungo la costa, non distante da Porto Ercole, si trova Cala Galera, una suggestiva insenatura naturale in cui è sorto il nuovo porto.


Moltissime le iniziative che vengono organizzate nella cittadina per intentivare il turismo, ma anche per celebrare riti atavici, come la Festa di Sant’Erasmo, protettore del borgo, quando si tiene una caratteristica processione a mare.

 

La “Notte dei Pirati” è invece una manifestazione in costume che coinvolge locali e turisti in una divertente caccia al tesoro, mentre il Palio di Porto Ercole consiste in una regata remiera all'interno del porto con i caratteristici gozzi a quattro rematori con timoniere, combattuto tra i quattro rioni cittadini che prendono il nome dalle fortezze spagnole che circondano il paese, cioè Forte Filippo, la Rocca, Forte Santa Caterina, Forte Stella.

 

Ad ogni iniziativa che si organizza a Porto Ercole, non mancano per i turisti le occasioni per conoscere la cucina locale, che si rifà ad una tradizione antica quanto gli Etruschi, con i prodotti dell’agricoltura che si mescolano con quelli del mare e della laguna, con la contaminazione dell’enogastronomia della Maremma, appena al di là delle strisce di terra che la collegano al promontorio e quella dei diversi popoli che vi hanno soggiornato, in particolare arabi e spagnoli.




di Redazione 35




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