Italia Bella: Val Badia: San Vigilio di Marebbe, la perla del Parco Naturale di Fanes, Sennes e Braies


Italia Bella


La Val Badia, la meravigliosa vallata ladina chiusa a sud dal passo Campolongo, sopra Corvara, dal quale nasce il rio Gadera che accompagna la valle fin su al nord, a San Lorenzo di Sebato, poco lontano da Brunico, dove la Val Badia sbocca nella Val Pusteria, è uno scrigno di luoghi di incomparabile bellezza paesaggistica.

 

Se la parte inferiore della valle, da Corvara a Valle, è conosciuta come Alta Val Badia, quella più a nord è invece la Bassa Val Badia; in questa parte una delle località più note è San Vigilio, frazione turistica del comune di Marebbe nella Valle di Mareo, all’interno del Parco Naturale di Fanes, Sennes e Braies, dove la popolazione ladina è prevalente su quella di lingua tedesca ed italiana.

 

Il piccolo borgo alpino, sorto quasi un millennio fa, si trova in una conca a 1200 metri slm, circondato dalle vette del Plan de Corones, del Pizzo delle Pietre, della Parraccia, dal monte Pares e dal Piz de Plaies.

 

Parco-Fanes

 

San Vigilio di Marebbe, con i suoi quasi 1300 abitanti, si trova in una zona abitata da popolazioni retiche fin dall’antichità, conquistata dai Romani poco prima del periodo imperiale, che vi introdussero la lingua latina, alla base della lingua ladina tutt’ora parlata dalla gente della vallata.


Nei secoli successivi, durante il periodo medioevale, l’intera zona fu assoggettata ai vescovi di Bressanone e successivamente alla Contea del Tirolo, parte dell’impero austro-ungarico, del quale condivise le sorti fino alla fine della I guerra mondiale, quando venne annessa all’Italia.


Nel primo dopoguerra iniziò per San Vigilio la vera “età dell’oro”, con l’avvio di uno sviluppo turistico che ancora oggi rappresenta la più importante risorsa economica del paese e della valle; un turismo che dapprima era praticamente solamente estivo, per arrivare successivamente a coprire anche la stagione invernale.


Vennero costruiti i primi rifugi sui monti sopra al paese, che successivamente si riempirono anche di impianti di risalita e piste da sci, tra le più frequentate dell’area dolomitica, sia per la bellezza dei luoghi, sia per la calda ospitalità della popolazione ladina, da sempre aperta e disponibile verso chi saliva sulle sue montagne.


A San Vigilio di Marebbe sono sorte da allora, nel corso dei decenni, numerose strutture ricettive che hanno ampliato il piccolo borgo, ben integrate con le piccole e semplici case in legno dei locali; essendo fuori dalla principale strada di comunicazione e priva di una strada di transito, il paese è inoltre particolarmente tranquillo e praticamente senza traffico.

 

Nel centro del paese c’è la statua di Caterina Lanz, una giovane contadina del posto che a fine settecento, all'epoca dell’invasione dell’esercito napoleonico, avrebbe tenuto testa ad un drappello di soldati francesi, armata solo di un forcone.

 

SVMarebbe


Poco distante, sempre in pieno centro, nella piazzetta, sorge l’imponente e antica chiesa parrocchiale di San Vigilio, di origine gotica come il suo cinquecentesco campanile, ristrutturata in stile rococò a fine settecento, accanto alla quale c'è il caratteristico e oridinatissimo cimitero del paese.

 

Numerosi i sentieri che da San Vigilio si inerpicano sulle vette, tra i prati di Plan de Corones e tra i boschi, all’interno del Parco Naturale di Fanes, Sennes e Braies, che da qualche anno è stato inserito dall’Unesco tra i Patrimoni Naturali dell'Umanità, incontrando i numerosi e tipici “masi”, in molti casi trasformati in agriturismi alpini, dov'è possibile gustare la tipica e gustosa gastronomia altoatesina.


Per gli appassionati di alpinismo, trekking, escursionismo e mountain bike, queste montagne hanno lo stesso fascino di chi vi pratica le discipline invernali; tra i percorsi più suggestivi c’è la “Via della Pace”, un lungo percorso in quota con un dislivello di circa un migliaio di metri che, partendo dall’Alpe di Fanes, segue i tracciati e le postazioni degli eserciti italiano e austro-ungarico fino alle cime della Furcia Rossa.


Il parco naturale Fanes-Senes-Braies è una vasta zona alpestre, con malghe verdeggianti, vette dolomitiche, laghetti alpini, sentieri, mulattiere, un patrimonio di flora e fauna inestimabile e rifugi attrezzati dai quali non è raro poter ammirare varie specie di animali come l’aquila reale, lo stambecco, la marmotta, il camoscio.

 

San-Vigilio

 

In inverno il parco si trasforma in un’immensa distesa bianca, con lo sfondo delle montagne, sede ideale per lo sci, gite scialpinistiche, fondo, ciaspolate o discese in slittino dai rifugi in quota; le numerose piste e gli impianti di Plan de Corones inseriti nel circuito del Dolomiti Supersky, sono un vero paradiso per gli amanti dello sci.




di Redazione 35




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