Giovedì con Stefano Bugamelli: il Kiwi si rinnova con il tricolore


Stefano Bugamelli


 

Il Kiwi (Actinidia), delizioso, asprigno, vitaminico, succoso frutto di origine asiatica, introdotto in Italia da alcuni decenni con un tale successo da rappresentare il made in Italy in tutto il mondo, è ora in sofferenza.

 

L’Italia è leader mondiale nella produzione del pregiato frutto con raccolti che si effettuano in settembre/ottobre e la commercializzazione da novembre ad aprile; l’esportazione tocca l’80%. Da maggio a ottobre sui mercati nostrani sono in vendita prodotti che provengono dall’estero.

 

Un vistoso calo produttivo del 16% è causato da una malattia delle piante: una batteriosi che causa anche la loro soppressione. Il contagio va dal 50% al 100% delle coltivazioni nelle varie regioni italiane.

 

Gli esperti del settore fitosanitario sono all’opera per individuare i non facili rimedi e nel frattempo l’innovazione procede.

 

Dal paese di origine, la Cina, dove esistono allo stato naturale molte specie della famiglia delle Actidiniacee, sono state selezionate dall’Istituto di Botanica di Wuhan, dopo impegnative ricerche tre varietà: Kiwi a polpa verde,  a polpa gialla e a polpa rossa.

 

Jingold, la società del Consorzio emiliano/romagnolo Kiwigold, detiene l’esclusiva per la produzione e la commercializzazione delle nuove varietà che hanno le seguenti caratteristiche:

  • quella a polpa gialla presenta alcune similitudini con ‘Jintao’, che Jingold commercializza dal 2008: produce frutti dorati estremamente dolci e ricchi di vitamine e sali minerali. Dal punto di vista agronomico, è molto produttiva; inoltre, mostra un’ottima conservabilità post raccolta”
  • la nuova cultivar a polpa verde presenta un elevato grado zuccherino, decisamente superiore a quelle attualmente coltivate, e grazie al suo sapore spiccatamente dolce potrà senza dubbio incontrare grande apprezzamento presso i consumatori”
  • la varietà a polpa rossa è la novità assoluta nel panorama del kiwi, produce frutti particolarmente gradevoli, dal sapore esotico, e mostra una buona conservabilità”

Dai test in campo che inizieranno nei prossimi mesi in varie aree del territorio italiano si trarranno le opportune considerazioni prima di procedere alla coltivazione su vasta scala che porterà alla disponibilità dei nuovi Kiwi nel 2015.




di Stefano Bugamelli




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