Italia Bella: Bobbio (Piacenza)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini -

 

All’estremità occidentale dell’Emilia-Romagna, dove la provincia di Piacenza tocca quella di Pavia, lungo il corso del fiume Trebbia c’è Bobbio, antica cittadina di origine romana di circa 3.500 abitanti con molte vestigia del suo passato medioevale.

 

L’intera Valtrebbia è stata frequentata fin dal periodo neolitico; dopo l’occupazione dei romani, nel IV secolo venne fondata la cittadina di Bobbio, un piccolissimo borgo che solamente tre secoli dopo, nel 600, inizierà a svilupparsi attorno all’Abbazia di San Colombano.

 

L’Abbazia ed il territorio circostante vennero donati al sant’uomo di origini irlandesi dall’imperatore longobardo non tanto per un sacro fervore religioso, bensì per un mero interesse politico e strategico in quanto Bobbio controllava la grande carovaniera, la via del sale, che da Piacenza, lungo la Valtrebbia raggiungeva Genova, porto controllato dai Bizantini.

 

Fin dalla sua costruzione, l’Abbazia fu un importante centro politico, religioso e culturale, con uno scriptorium ed una notevole biblioteca frequentata dagli studiosi dell’epoca, con ricchi possedimenti anche piuttosto lontani dalle sue mura, in tutta l’alta Italia ed un sistema economico moderno per l’epoca, dove l’eccedenza dei suoi prodotti viene scambiata con quelli di altri paesi.

 

A cavallo del millennio Bobbio divenne prima sede episcopale, poi un comune autonomo; le continue dispute per il potere tra Abbazia e Vescovi ne minerà le fondamenta, portando al declino della città; successivamente il centro della Valtrebbia diverrà contea del Ducato di Milano prima e dei Savoia poi.

 

Bobbio-monastero

 

Il suo centro storico risente in modo particolare dell’impianto originario di borgo medioevale; tra gli edifici civili che si possono ammirare nel borgo c’è il trecentesco Castello Malaspina, con l’antico quartiere, le mura ed il Mulino Ocelli del XII secolo, il duecentesco Palazzo Brugnatelli, Palazzo Olmi, il Ponte del Diavolo sul fiume Trebbia, con le sue undici arcate irregolari, la contrada di S. Giuseppe con le sue case in pietra che risalgono al XII secolo.

 

Numerosi anche gli edifici di natura religiosa, a partire dalla sua Abbazia; nella pace dell’Abbazia di San Colombano pare di sentire lo scricchiolio delle penne dei monaci amanuensi che mille anni fa copiavano i testi più antichi, decorando con straordinarie miniature le pagine di pergamena dei Codici, alcuni dei quali ancora presenti dopo la dispersione per il mondo della maggior parte di essi.

 

Il complesso abbaziale è fatti di numerosi edifici: la Basilica e la piazza San Colombano, il corridoio-cavedio con l'abitazione dell’Abate, il chiostro interno con il Museo della Città ed i giardini, il Museo nella zona dell'antico Scriptorium, il porticato con il giardino di Piazza Santa Fara, l'ex chiesa delle Grazie e vari altri edifici oggi privati o pubblici come le ex carceri ed il tribunale, trasformato in ostello.


Bobbio-abbazia_di_san_colombano


All’interno vi sono numerosi affreschi risalenti alle epoche successive ed serie di citazioni dalla Sacre Scritture; nella Cripta sono custoditi i sepolcri di San Colombano e dei due abati successivi, con pietre marmoree longobarde usate come lastre tombali sopra gli affreschi antichi.


Di notevole interesse nel borgo anche il Duomo, la Chiesa di San Lorenzo, il Convento di San Francesco, solo per citare quelli entro le mura cittadine, mentre alle pendici del Monte Penice, una delle cime più elevate dell'Appenino ligure-emiliano, frequentata località turistica estiva ed invernale, con diversi impianti sciistici, vi è il Santuario Mariano, il cui culto sembra risalire al secondo decennio del secolo VII.

 

Dal Santuario di Santa Maria in vetta al Monte Penice il panorama di cui può godere il visitatore è affascinante: da un lato si vede Bobbio adagiata sul fondovalle, attraversata dal nastro azzurro del Trebbia, dall'altro l'arco delle Alpi con le sue punte spesso imbiancate; poi l'Appennino ligure-emiliano contrapposto alle colline che degradano verso la pianura padana.

 

Per arrivare al Santuario si sale da Bobbio e da Varzi, nel versante pavese, con le strade che salgono inizialmente tra dolci declivi disseminati di fattorie e piccoli gruppi di case in mezzo ai campi coltivati, fin quando, a maggiore altitudine, si snodano tra una fitta boscaglia di faggi, conifere, querce, carpini e noccioli.


Bobbio Santuario-Santa-Maria-Monte-Penice.jpg


Qui ogni anno, a fine estate, la seconda domenica di settembre, si svolge una manifestazione religiosa che richiama sul monte una moltitudine di persone anche da località piuttosto distanti.

 

Oltre questa iniziativa, comunque, a Bobbio vengono organizzate periodicamente numerose altre manifestazioni, sagre, mostre e rassegne culturali ed enogastronomiche.

 

Tra le tante il Festival di musica irlandese, il festival del cinema, il palio delle contrade, la Mostra del Tartufo, del Fungo e dell’uva, la sagra della lumaca ed il famoso Carnevale di Bobbio.

 

Il territorio che circonda Bobbio ha una prevalentemente caratterizzazione agricola, con coltivazioni a vite, cereali e foraggi, con una discreta presenza di allevamenti, soprattutto suini.


Anche il settore turistico è in espansione, collegato sia alle diverse manifestazioni ed eventi folkloristici, sia alle vacanze estive ed invernali degli impianti sciistici del Monte Penice, sia di quelli sportivi come il trekking, il rafting, le passeggiate a cavallo, con la presenza di diverse strutture ricettive sia in città che sparse per la campagna ed il territorio circostante.


Oltre alle tradizioni, anche la gastronomia ed i vini dei colli piacentini sono un forte elemento di richiamo per questo territorio; tra i prodotti più caratteristici vi sono il gnocco fritto con i salumi locali; la “bortellina”, una frittella sottile che talvolta si mette in mezzo al gnocco fritto al posto dei salumi; i “pinoli alla ricotta”; i tortelli alla piacentina, con ripieno di ricotta, spinaci, formaggio grana, noce moscata, uova e sale, conditi con burro e salvia; le lasagne alla bobbiese, fatte a strati con besciamella mista a sugo di carne e di funghi.


Tra i secondi, si trovano lo stracotto alla bobbiese, con carne di manzo, burro, olio, aglio piacentino, farina, Cipolla, vino rosso secco, sale, pepe, noce moscata, rosmarino, alloro, salvia, carote, sedano, salsa di pomodoro; l’agnello alla bobbiese, fatto di costine rosolate e cotte in brodo, sale, aglio e prezzemolo; il “brachettone alla bobbiese”, una specie di zampone cotto in umido e servito con polenta o purè e le lumache in umido cui è dedicata una sagra, così come i funghi ed i tartufi, di cui le montagne e colline circostanti sono piuttosto ricche.


La torta di mandorle, i “buslan” e “buslanin”, ciambelline rispettivamente dolci o salate, i canestrelli, le Frittelle di San Giuseppe, ripiene di miele o marmellate, sono i dolci più caratteristici di Bobbio.




di Redazione 35




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