L'Uva





Uno degli elementi che maggiormente caratterizzano il periodo di fine estate e soprattutto autunnale, è senza dubbio la vendemmia, quando nei campi, tra i vigneti, che in Italia sono situati in ogni dove, in pianura, in collina e persino sui terrazzamenti di montagna, si raccoglie l’uva per poi fare il vino e nei paesi spuntano come funghi ovunque le migliaia di Sagre dedicate al "frutto caro a Bacco".

 

L'uva è il frutto della vite, il cui nome scientifico è “Vitis vinifera”, pianta rampicante originaria della Grecia; sulla pianta si forma un grappolo, che a sua volta è composto da un graspo, la parte legnosa che sostiene numerosi piccoli acini più o meno rotondeggianti formati da buccia, polpa e semi.


 

Le foglie sono generalmente colorate di un bel verde brillante durante la primavera, che vira dal giallo al rossastro in autunno, come conseguenza della perdita di clorofilla, fornendo un bellissimo spettacolo, spesso immortalato anche nelle immagine pittoriche o fotografiche tanto di noti paesaggisti quanto di semplici appassionati.


 

Due le categorie in cui si distingue l’uva, quella destinata ad essere trasformata in vino e quella destinata al consumo alimentare, sia come frutta fresca che passita.

 

L’ulteriore distinzione è data dalla tipologia, cioè l’uva bianca e l’uva nera; la prima ha acini di colore giallo chiaro, con o senza semi, mentre la seconda ha acini di colore rosato, viola o nero, anch’essa con o senza semi.

 

uva-da-tavola

 

Le varietà di uva, sia bianca che nera, da vino o da tavola, sono tantissime, oltre 8000 in ogni parte del pianeta, di cui circa 1.600 nelle fasce climatiche temperate, come tantissimi sono i vini che vengono prodotti dopo la fermentazione delle uve nei tini, nelle botti o nei silos d'acciaio inox dei grandi produttori locali, nazionali e innternazionali.

 

Oggigiorno, tra l’altro, si sta andando verso una riscoperta delle uve autoctone, che per secoli magari, hanno identificato un territorio, che spesso servono per caratterizzare certi tipi di vino ma a volte anche per vinificare da sole un vino che determina quel preciso territorio di provenienza.

 

Esempi nel nostro paese ce ne sono a bizzeffe; tra i tanti c'è il "Famoso", un vitigno autoctono romagnolo praticamente quasi scomparso dagli anni '60 ed oggi ritrovato, con le sue uve bianche dalle quali si ricava un ottimo vino leggermente aromatico, anche se proposto ancora da un numero limitato di produttori romagnoli.

 

Anche la gastronomia, oltre all’enologia, è particolarmente legata all’uva, sia fresca che appassita; viene infatti utilizzata negli antipasti, come condimento di certi risotti o insalate di riso e di pasta, come contorno nei secondi di carne, in particolare di cacciagione ed anche nella preparazione di dolci quali focacce, torte, biscotti, dessert, marmellate e macedonie.

 

L’uva passa viene usata per molti dolci, in particolare nello strudel, ma anche in quelli che comprendono un ripieno, cui conferiscono un gusto dolce e particolare.

 

La storia dell’uva è antica quanto i Fenici i quali, nei loro spostamenti all’interno del Mediterraneo, la portarono in Francia, da cui successivamente arrivò in Italia in seguito alle conquiste romane.

 

Si deve proprio ai romani la scoperta dell’uva come metodo di cura, usata come sistema di lavaggio e purificazione degli organi digerenti ed urinari, grazie alle sue proprietà diuretiche e lassative.


Il frutto della vite, inoltre, ha anche un buon apporto energetico-nutrizionale e virtù medicamentose legate alle preziose sostanze racchiuse negli acini e nelle foglie, con un utilizzo che spazia dall'ambito cosmetico al fitoterapico, dall'alimentare al medico.



di Redazione 35