Il riso pilaf





Non è raro che nelle cucine si senta parlare del “riso Pilaf”; in realtà il riso pilaf non è una varietà di riso, bensì un sistema di cottura del riso stesso, attraverso il quale si ottiene un riso con i chicchi ben separati e sgranati tra loro.

 

Il termine “pilaf” è di origine turca e significa “riso bollito”; per questo tipo di cottura si usa praticamente ogni tipo di riso, da quelli con i chicchi belli grossi al basmati, dai chicchi lunghi e affusolati.

 

Nei paesi orientali, prima di essere messo a bollire, il riso viene “brillato” per un minuto o poco più in padella assieme ad una noce di butto e Cipolla tritata; per la cottura si usa una casseruola nel forno o sul fornello, coperta con un panno, cui si aggiunge poco alla volta del brodo, man mano che il riso lo assorbe.


 

A seconda del piatto che si dovrà preparare, vi si aggiungono le diverse spezie, come chiodi di garofano o cannella o altre ancora; nel medio oriente questo tipo di riso viene servito di solito come contorno a piatti di carne o di pesce, mentre in occidente è usato per lo più per la preparazione di piatti dietetici e leggeri.

 

riso-pilaf

 

Il riso pilaf, una volta ultimata la cottura, va ben scolato perché mantiene tutto il suo amido, che non finisce nell’acqua di bollitura, migliorando notevolmente l’apporto di elementi nutritivi del riso, che mantiene i chicchi ben sodi e separati tra loro.

 

Questa tipologia di riso si presta bene per essere usata negli spezzatini, ma anche per le frittelle e le torte di riso; viene usata anche per i classici “arancini” siciliani.


La cottura del riso è fondamentale per ottenere un buon pilaf; il riso e l’acqua utilizzata devono avere lo stesso volume, in genere un bicchiere raso per ogni porzione.


L‘acqua, assieme ad un pizzico di sale ed un cucchiaio d’olio, va messa in un tegame, portandola ad ebollizione; a questo punto vi si aggiunge il riso, abbassando la fiamma e coprendo con un coperchio il tegame, mescolando di tanto in tanto quando l’acqua ricomincia a bollire.


Dopo una ventina di minuti o poco più il riso è cotto e, dopo essere scolato e lasciato raffreddare, è pronto per essere condito con uno dei mille modi che la fantasia consente.



di Redazione 35