Carloforte e Calasetta (Carbonia-Iglesias): i dolci tipici e le loro origini liguri


Pro Loco Carloforte


Carloforte e Calasetta (Carbonia-Iglesias), i due paesi posti l'uno di fronte all'altro sulle due isole davanti alla costa meridionale della Sardegna - San Pietro e Sant'Antioco - sono un esempio di "meticciato culturale" e di pacifica colonizzazione.

 

I loro abitanti approdarono qui nel 1738 provenienti dall'isola di Tabarka, al largo delle coste tunisine, che a sua volta era stata la meta di una migrazione di famiglie provenienti dalla Liguria. Facile quindi immaginare che, oltre al dialetto, siano rimaste vive alcune tradizioni gastronomiche che coinvolgono, per esempio, i dolci.

 

A Carloforte è possibile trovare tutto l'anno i canestrelli (un tempo erano i dolci della Pasqua) che devono il nome agli anelli di legno che, anticamente, erano fissati alle vele delle imbarcazioni e servivano a farle scorrere sull'albero.

 

Gli ingredienti sono molto semplici: farina, zucchero, latte, scorza di limone e olio; la forma è quella di piccola ciambella che può anche essere decorata con una glassa di zucchero.


 

Un altro chiaro retaggio ligure nella pasticceria di Carloforte è la fainò in ta crusta. Si tratta di una semplice pasta frolla non dolce sulla quale cuoce un "ripieno" di farina di ceci, olio d'oliva, sale e uva sultanina, vagamente addolcito dalla presenza della sapa (mosto cotto).

 

Sia a Carloforte che a Calasetta è possibile trovare anche gli osci da mortu che, sebbene siano caratteristici della festa novembrina, oggi si preparano tutto l'anno.

 

Sono dolci semplicissimi fatti di soli albumi, zucchero e mandorle che, però, necessitano di grandissima pazienza e abilità nella cottura.

 

Un altro dolcetto tipico - e decisamente curioso nel nome e nella forma - è il pé de porcu (zampetto di maiale). Anche per questi dolcetti gli ingredienti sono pochi e semplici; si tratta di una specie di pasta frolla arricchita dalle mandorle e dai semi d'anice, che viene poi lavorata a forma di zoccoletto di maiale, glassata e decorata con confettini colorati.



di Cristiana Grassi