Il Porro





Come per la Cipolla, con la quale condivide odore e gusto piuttosto intenso, il porro è un ortaggio molto usato in cucina.

 

Di origine incerta, è sicuramente coltivato e usato da circa tremila anni; usato nella civiltà egiziana e ancora prima dalle tribù celtiche, fu portato in Italia dai Romani, di ritorno dalle loro campagne di conquista.


La pianta del porro ha un’altezza variabile tra i 40 e gli 80 centimetri ed è caratterizzata da un fusto verde ed un bulbo rigonfio da cui partono delle sottilissime radici.

 

In cima ha un’infiorescenza a ombrello, con fiorellini bianchi, rosa o lilla; il frutto è invece dato da una capsula con alcuni piccoli semi neri.

 

Coltivato in serra ed in campo aperto in quasi tutta l’Europa, con le regioni centrali della Francia al primo posto, il porro si trova in commercio tutto l’anno, anche se il periodo migliore è quello invernale.


 

In Italia le varietà principali sono quattro: il “Lungo gigante d'inverno”, di sapore gradevole, con una parte bianca che raggiunge anche i 60 centimetri di lunghezza; il “Mostruoso di Carentan”, una varietà molto rustica, con bulbo molto grosso e particolarmente saporito.


Un’altra tipologia è il “Gigante d’Italia”, anch’esso piuttosto rustico, resistente anche sotto la neve senza marcire, con un sapore abbastanza dolciastro; il “Porro lungo della riviera” invece, si distingue per la sua lunghezza, bellezza e resa elevata.


Il porro, al contrario di quanto si crede, è un alimento facilmente digeribile; ha inoltre un buon contenuto in zuccheri e sali minerali.

 

Di questo ortaggio si usa la parte inferiore del fusto, bianca e tenera, che dev’essere ben soda e con le foglie verdi chiuse attorno; per mangiarlo crudo o cucinarlo gli si deve togliere la “barbetta” alla base del bulbo e la parte verde superiore.

 

Una volta raccolto può essere anche conservato per un lungo periodo tenendolo al riparo dal freddo in un ambiente buio e chiuso, oppure anche in serra, sotto uno strato di sabbia.

 

In cucina, tagliato al momento dell’uso altrimenti tende a ossidarsi velocemente, viene usato sia crudo, come ingrediente delle insalate o in pinzimonio, grazie al suo sapore particolare, mentre cotto ha svariate preparazioni; essendo più delicato della cipolla, in molte preparazione la sostituisce, come nel brodo, nelle zuppe, nelle minestre, nei risotti, oltre che per frittate o tortini, polente, stufati, creme e salse.

 

PorroLungoCarmagnola

 

Si usa nella cottura della carne o del pesce, come “cartoccio” per avvolgervi certi cibi, bollito e gratinato, oppure lessato e condito con olio e limone.

 

Trattandosi di un ortaggio molto ricco d’acqua, il porro è poco calorico e quindi particolarmente indicato nelle diete dimagranti; contiene inoltre vitamina a, B e C oltre a ferro, magnesio, sodio, zolfo, silicio, manganese, potassio, calcio e acido fosforico. 


 

Grazie a queste sue componenti, al porro vengono riconosciute diverse proprietà terapeutiche per curare dispepsie, anemie, reumatismi, artrite, gotta, affezioni urinarie, obesità, emorroidi, piaghe, punture di insetti.

 

Inoltre abbassa il colesterolo, rafforza il sistema immunitario e aiuta la prevenzione del cancro; ha anche proprietà cosmetiche, per migliorare o mantenere la freschezza della pelle del viso; fin dall’antichità, infine, gli vengono riconosciute anche proprietà afrodisiache.



di Redazione 35