Le pesche di San Sperate (Cagliari)


La coltivazione del pesco è di origine antichissima; semba addirittura che risalga a circa 5000 anni fa nelle Cina, dov’era considerato simbolo di giovinezza e di immortalità. dove in alcune zone cresce ancora oggi allo stato selvatico.

 

Seguendo le carovane dei mercanti, dall’estremo Oriente il pesco arrivò n Siria e in Persia, dove prese il suo nome botanico “Prunus persica”.


 

L’introduzione del pesco in Europa e nel Mediterraneo viene da molti attribuita ad Alessandro Magno a seguito delle sue guerre contro i Persiani.

 

Il primo paese dove fu coltivato fu la Grecia, quindi passò in Italia in epoca romana; questo prodotto era acidulo e poco aromatico, in quanto non si era ancora adattato al clima mediterraneo.


 


In Sardegna la specie è coltivata dal dopoguerra nel territorio di San Sperate, nel cagliaritano, dove da decenni viene organizzata la caratteristica Sagra della pesca nel periodo del raccolto.

 

San Sperate è uno dei centri agricoli più importanti della Sardegna per la felice posizione geografica, per la presenza di falde freatiche superficiale per il terreno fertile e facilmente lavorabile.



 

Le Pesche di San Sperate, tipiche del territorio sardo, hanno un aspetto vellutato, un colore giallo intenso e un sapore dolce e leggermente zuccherino, che gli conferiscono gusto e capacità dissetanti.

 

Hanno anche numerose proprietà nutritive; è un frutto ricco di acqua e sali minerali, in particolare potassio, vitamine e fibre solubili.





di Redazione 35