Italia Bella: Villa Castelli (Brindisi)


Italia Bella


Al confine tra il Salento e la Valle d’Itria, nella Murgia dei Trulli, c’è Villa Castelli, ppaese di poco più di novemila abitanti che rimane all’interno del Parco naturale delle Gravine, tra l’Adriatico e lo Ionio.

 

Il territorio circostante Villa è stato abitato fin dall’epoca preistorica, come testimoniano numerosi ritrovamenti di diversi insediamenti abitati del periodo neolitico, tra cui un primordiale allevamento di cavalli a Monte Fellone.

 

Numerosissimi anche i ritrovamenti archeologici rinvenuti in località Pezza Petrosa, tra cui una necropoli completa di corredi funerari del periodo romano precristiano, in parte esposti al Museo Archeologico di Taranto ed in parte in quello civico del comune di Villa Castelli.

 

Altri scavi hanno individuato nei pressi i resti di un abitato con tracce di mura fortificate che gli studiosi pensano possa essere un avamposto dei Messapi, un piccolo casale che nei secoli successivi diverrà Villa Castelli.

 

Longobardi e Bizantini, in epoca medioevale, sono stati costantemente in guerra tra loro per il possesso del territorio, sottoposto tra l’altro alle incursioni saracene e a cavallo del millennio fu conquistata dai Normanni.

 

Opere di fortificazione nel territorio dell'attuale Villa Castelli, se ne trovano solo a partire dal periodo angioino e aragonese; a sud di Monte Castello sorgeva il casale di S. Maria dei Grani, dove successivamente verrà edificata la chiesa omonima.

 

In epoca feudale si procedette ad una massiccia attività di edilizia militare difensiva, con vaste opere di fortificazione destinate al controllo del territorio; fu ristrutturato l'antico forte, che oggi è sede municipale e costruite alcune nuove torri, tra cui quella dell’Antoglia.

 

Nel cinquecento, dopo alcuni passaggi di proprietà, il borgo e le sue terre finì nelle mani di Giovanni Bonifacio, uno studioso vicino al pensiero di Erasmo da Rotterdam, perseguitato dall’inquisizione e costretto ad una lunga fuga in Francia, Inghilterra e Prussia, dove morì.

 

Nel secolo successivo subentrò la famiglia genovese degli Imperiali, che trasformò la fortezza medioevale di Monte Castelli nella propria residenza estiva con un allevamento di cavalli di razza Murgese.

 

A fine settecento i terreni vennero concessi in piccoli lotti ai braccianti dei paesi vicini e si andò creando un consistente nucleo abitato intorno al castello sorto sull'antica fortificazione, che fu ristrutturato ed adibito a palazzo ducale.

 

Trulli-

 

Dopo gli anni della presenza napoleonica e quella del brigantaggio del prete brigante chiamato Papa Ciro, promotore della “Repubblica salentina” ad opera di una setta massonica, il duca Ungaro continuò l'attività di riorganizzazione del borgo e trasformò le stalla del castello in una cappella dedicata al Santissimo Crocifisso.

 

L'economia del borgo tra il 16° ed il 18° secolo era fondata prevalentemente sulla pastorizia e sull’agricoltura; il territorio è ancora caratterizzato dai tratturi percorsi dalle greggi e dalle mandrie nelle loro transumanze.

 

Dalla fine dell’800 la struttura economica del territorio si fonda su produzioni agricole e manifatturiere; la popolazione è composta quasi totalmente da contadini e da filatrici.

 

Nel territorio di Villa Castelli si trovano numerose masserie, alcune delle quali fortificate; tra queste la trecentesca torre Antoglia; la Fallacchia, che conserva tracce delle originarie strutture difensive; "Sciaiani Piccola", risalente al XVIII secolo, un aggregato di trulli e pagliai che ruotano intorno ad una struttura leggermente più grande, che oggi è stata destinata ad agriturismo.

 

Ed ancora "Puledri", ampliata nel settecento, prevalentemente attiva in passato nell'ambito dell'allevamento di cavalli, oltre alle altre fattorie fortificate di "Montescotano", "Abate Carlo", "Carnevale", San Barbato, "Renna", "Tagliavanti" e "Sant'Eramo"; numerosi anche i frantoi sparsi nel territorio.

 

Frantoiovillacastelli

 

L’olivicoltura e la viticoltura rappresentano oggi la parte principale dell’economia di Villa Castelli, assieme alle coltivazione di alberi da frutta quali mandorli, ciliegi e gelsi; anche l’allevamento, in particolare quello dei cavalli murgesi, ha mantenuto la sua tradizione, come quello di ovini, caprini, suini e bovini.


Il panorama caratteristico della campagna castellana è punteggiato qua è là dalle punte dei tetti di diversi trulli, edifici della tradizione locale che rappresentano oggi un richiamo turistico ed una voce sempre più importante per l’economia del territorio.

 

Diversi gli eventi folkloristici di Villa Castelli, oltre quelli collegati alle tradizionali festività religiose, tra cui la fiera cittadina d’ottobre; la Rievocazione della Milano-Taranto, una gran fondo motociclistica dgli anni ’50 ed i “Sabati Briganteschi”, una ricorrente manifestazione storico-culturale.


Sempre, negli appuntamenti folkloristici, la cucina castellana, basata su pietanze della tradizione contadina e della cucina pugliese, fa bella mostra di se e dei suoi prodotti più caratteristici, come i taralli, il purè di fave, le orecchiette pugliesi, il pane, i lampascioni, le 'nghiemeridde, cioè fegatini d’agnello, oltre al sanguinaccio insaccato di maiale, la ricotta , il Purceddhruzzi, le cartellate ed i dolci di pasta di mandorle, assieme ad un olio d’oliva ed a vini di altissima qualità.




di Redazione 35




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