La torta di fichi di Albarola (Piacenza)


La torta di fichi di Albarola, piccolo centro del piacentino, è diventato da alcuni anni un prodotto De.Co., a denominazione comunale; in paese questo dolce è conosciuto fin dal ‘600, preparato allora dai monaci del convento dei Gesuiti che avevano trapiantato nel loro erbario alcune piante di fico importato da uno dei loro viaggi missionari, che si acclimatarono bene producendo frutti in quantità.


La produzione di fichi era così copiosa che cominciarono a far seccare o a cuocere nel forno i fichi per conservarli anche dopo la raccolta, usandoli anche per fare questa torta la cui ricetta fu messa a punto da una delle cuoche del convento alla fine del Seicento.

 

Da allora ad oggi sono nate due versioni della torta di fichi di Albarola: la prima consiste in una crostata di fichi adagiati su un letto di pasta al limone, la seconda in un guscio ripieno di fichi che fanno da farcitura.



I momenti propizi per assaggiare questa torta sono a giugno, quando maturano i fioroni, o a settembre durante la Festa dei Fichi, quando i frutti del fico sono dolci e in piena maturazione.


Per prepararle occorre farina 00, burro, zucchero, uova, lievito sale, succo di limone, fichi freschi di varierà bianca, verde e rossa, fichi fioroni e mandorle amare; talvolta viene sostituita parte dello zucchero con il miele o parte della farina 00 con farina di granturco.

 

Per essere considerata De.Co., gli ingredienti principali della torta devono essere prodotti nel comune di Vigolzone, di cui Albarola fa parte.

 

Secondo la procedura della crostata, si impastano le materie prime, esclusi i fichi e le mandorle amare, sino ad ottenere una massa morbida e omogenea, da poter modellare in una teglia alta che, dopo circa un’ora di riposo in un luogo fresco, viene stesa in modo uniforme.

 

Sul fondo di una teglia circolare si sbriciolano le mandorle amare e vi si stende sopra la pasta foderandola; su questo strato di pasta si stendono i fichi in circolo tagliati a rondelle, quindi si tagliano, si strizzano e si stendono i fichi fioroni.

 

Portato a 200° la temperatura del forno, la teglia va infornata e poi tolta dopo circa tre quarti d’ora, quando il colore della polpa dei fichi è rossastra e i frutti si sono rinsecchiti.

 

L’altra versione prevede che invece venga preparata una torta chiusa anche nella parte superiore, della quale i fichi rappresentino la sua farcitura interna.



di Redazione 35