Il cardamomo





Col termine comune di “cardamomo” si indicano due tipi di spezie; la prima è la Elettaria, una pianta tropicale della famiglia delle Zingiberaceae, conosciuta anche come cardamomo verde, mentre la seconda fa parte del gruppo degli Amomum, il quale a seconda della zona di coltivazione, è conosciuto come cardamomo nero, bianco, rosso, marrone, Kravan, di Giava, del Bengala, del Siam.

 

In epoca antica, greci e romani lo utilizzavano per produrre profumi; le donne egiziane erano solite bruciare essenze di cardamomo nell'aria per gli effetti benefici e stimolanti; oggi trova utilizzo in cucina, in medicina e in profumeria; è una delle spezie più cara al mondo, soprattutto perché, una volta che i semi sono esposti all'aria, perdono rapidamente il loro sapore.

 

In Oriente il cardamomo è protagonista di alcune usanze e tradizioni: in India è considerata una pianta così timida e delicata che può essere toccata e raccolta solo da mani femminili, mentre nel Kashmir alcuni semi di cardamomo sono chiusi in un gioiello al polso delle spose a simboleggiare il cibo ristoratore che daranno ai mariti.



Il frutto di questa pianta è un baccello che contiene diversi piccoli semi di colore marrone molto scuro; sono proprio questi semi che vengono utilizzati come spezie, ma poiché perdono molto rapidamente il proprio aroma, comunemente viene conservata e commercializzata l'intero baccello, generalmente essiccato che, al momento dell'uso, viene rotto sciogliendo o macinando i semi che contiene.



Il cardamomo è una spezia molto utilizzata nei paesi arabi e in Oriente ma è piuttosto diffuso anche in Europa settentrionale.


 

In cucina, il suo odore forte e speziato e il sapore leggermente piccante e fruttato lo rendono adatto a ravvivare primi piatti e arrosti ma anche ad aromatizzare dolci, creme e torte al cioccolato; in genere è sufficiente un singolo baccello per insaporire un piatto.

 

Nei paesi scandinavi viene utilizzato nella preparazione di dolci, come ad esempio per aromatizzare il Käffebrod, un tipo di pasticcino da servire col caffè ed è tra gli ingredienti del glogg, la famosa bevanda alcolica svedese come anche di diversi amari e digestivi italiani.

 

In Cina i semi del cardamomo nero sono utilizzati per aromatizzare piatti di carne arrostita; in India servono per insaporire il riso e nel Vietnam sono usati come ingrediente nel brodo per la minestra di tagliatelle detta “Phò”.


 

Fa inoltre parte di molte miscele di spezie tra le quali il curry e il garam masala, tipico della cucina indiana e pakistana, ma in molti paesi viene usato per aromatizzare caffè e tè nero e per preparare il qahwa, il famoso caffè turco.

 

Il cardamomo verde ha un gusto intenso e molto aromatico, a differenza del cardamomo nero che è più astringente, leggermente amaro e con un sentore di menta.

 

Il cardamomo nero è invece particolarmente usato nella medicina tradizionale indiana ed in quelle cinese, iraniana, coreana e vietnamita.

 

cardamomo

 

In India i semi di cardamomo nero vengono mischiati a foglie di betel e frutti di areca per formare un impasto chiamato semplicemente “betel”, che rinfresca l'alito e favorisce la digestione.

 

Nonostante il sapore sia abbastanza diverso, spesso il cardamomo nero è usato come sostituto del cardamomo verde perché è molto più economico.


In Iran e India, ed in genere nella medicina ayurvedica, il cardamomo verde è largamente utilizzato per la cura di infezioni gengivali e dentali, per prevenire e curare malattie della gola, curare l’alitosi e le congestioni polmonari ed i problemi del sistema urinario e delle emorroidi, ma anche mal di stomaco, stitichezza e dissenteria.



Un infuso a base di cardamomo è un vero toccasana contro il raffreddore e libera immediatamente le vie respiratorie combattendo al contempo la stanchezza che tipicamente accompagna gli stati influenzali.

 

Sembra inoltre essere un efficace antidoto contro il veleno di serpenti e scorpioni.



di Redazione 35