L'aglio





L'aglio, il cui nome scientifico è Allium sativum, è una preziosissima pianta perenne, bulbosa, originaria delle zone desertiche dell'Asia e centrale conosciuta ed usata sin dai tempi più antichi.

 

La pianta è conosciuta fin dai tempi antichi; la prima citazione finora nota dell'aglio è stata trovata nel Codex Ebers, un papiro egiziano del1550 a.C. dove vengono citati diversi medicamenti da realizzare per combattere le punture di insetti, il mal di testa ed i dolori in genere.


La pianta ha una cinquantina di piccole radicette superficiali che non penetrano in profondità nel terreno; le sue foglie sono avvolgenti l’una sull’altra attorno al fusto per un lungo tratto tanto che spesso vengono scambiate come un fusto cilindrico; la parte della foglia non avvolgente ha una forma lineare e allungata che termina con una punta acuminata.


 

I piccoli fiori, bianchi tendenti al rosato più o meno intenso, che spesso non si aprono ed abortiscono ancora in bocciolo, si formano su alti steli che portano alla sommità una infiorescenza fiorale ad ombrella.


La parte che viene utilizzata è il bulbo, che generalmente è racchiuso da una decine di foglie dette "tuniche sterili" perché hanno esclusivamente una funzione protettiva.

 

Ogni bulbo contiene da 6 a 14 bulbilli o spicchi stretti fra loro e ricoperti da scaglie membranose; lo spicchio, che rappresenta l'organo di moltiplicazione dell’aglio, è attaccato direttamente al fusto.

 

Di questa pianta esistono diverse specie: l’Allium vineale, l’Allium ursinum, l’Allium fragrans, l’Allium oreaceum e l’Allium sativum, che è quella maggiormente coltivata e della quale esistono numerose cultivar per lo più derivate da selezioni locali.

 

Tra queste si contano l’aglio a tunica bianca tra i quali il Bianco piacentino, il Bianco del Fucino, il Bianco di Napoli, il Bianco calabrese, il Bianco polesano e l’aglio a tunica rossa tra i quali il Rosso di Sulmona ed il Rosa napoletano.


Gli agli a tunica rossa rispetto a quelli a tunica bianca hanno la particolarità di avere un ciclo di coltivazione leggermente più breve di circa un mese e bulbi molto più grossi ma meno idonei alla conservazione quindi più adatti alla consumazione immediata.

 

L’aglio ha un apparato radicale superficiale per cui la lavorazione del terreno non deve andare in profondità per non danneggiarne le radici; quando viene coltivato in pieno campo, in genere non necessita di interventi di irrigazioni in quanto le piogge sono sufficienti a sopperire al suo fabbisogno d’acqua.

 

Nelle coltivazioni intensive con irrigazione, quando inizia l'ingrossamento dei bulbi a fine primavera, cioè quando le foglie iniziano a piegarsi e a seccarsi, bisogna smettere di irrigare per non favorirne la marcitura.

 

Aglio

 

La moltiplicazione dell’aglio avviene tramite i bulbilli i quali, una volta separati dal bulbo, da novembre a marzo a seconda della latitudine della coltivazione, vanno interrati a circa 3 cm di profondità con l'apice rivolto verso l'alto.

 

La raccolta viene effettuata quando le foglie sono quasi completamente secche estirpando la pianta e lasciandola nel terreno ad essiccare per circa una settimana, dopo di che i bulbi vengono ripuliti dalle tuniche esterne, dalle foglie e dalle radici e spesso riuniti in mazzi intrecciando le foglie in modo da formare le caratteristiche trecce.


Il bulbillo, per poter essere utilizzato per uso culinario, cioè "per non farlo fiorire", dev’essere conservato a temperature di 0° in ambienti asciutti e ben ventilati.

 

L'uso dell’aglio in cucina è conosciuto in tutto il mondo, dove viene usato per aromatizzare una gran parte di alimenti, nei sughi per la pasta, negli arrosti, nei bolliti, negli spezzatini.

 

Togliendo la sua parte interna, da qualche tempo viene proposto anche come “stuzzichino” negli aperitivi e negli Happy Hour, perché senza la sua anima che contiene Allicina perde il suo odore persistente e non propriamente gradevole.


L’aglio è una vecchia conoscenza delle pratiche terapeutiche e medicamentose, la più interessante delle quali è quella antiaggregante piastrinica, cioè la capacità delle piastrine di raggrupparsi tra loro e di formare dei coaguli; l’assunzione di Allicina, infatti riduce il rischio del verificarsi di trombosi nei vasi sanguigni.

 

Questa pianta ha anche la capacità di ridurre il colesterolo; uno studio recente fatto su pazienti anziani ha dimostrato che l'ingestione di estratto secco di aglio ha avuto effetti benefici sull'elasticità dell'aorta, proteggendolo dall’evoluzione dell’aterosclerosi.

 

Il suo consumo viene quindi consigliato soprattutto in soggetti a rischio per questa malattia come obesi, diabetici, ipertesi, persone con il colesterolo alto.

 

Inoltre serve anche per abbassare la pressione arteriosa, tramite la vasodilatazione, in particolare nei piccoli vasi sanguigni del distretto cutaneo e per la sua azione antibatterica, soprattutto delle prime vie respiratorie e antifungina, soprattutto sui funghi che infettano lo strato superficiale della cute.

 



di Redazione 35