Il rosmarino





Il rosmarino il cui nome scientifico è Rosmarinus officinalis, appartenente alla famiglia delle Laminacee, è una pianta originaria del bacino mediterraneo; considerata la “regina delle piante aromatiche” cresce spontanea e coltivata soprattutto lungo le fasce costiere.

 

E' una pianta arbustiva perenne che cresce come un cespuglio e può anche raggiungere un'altezza di tre metri; il fusto del rosmarino è diritto e molto ramificato, con radici profonde e tenacemente ancorate al terreno, tanto che lo si vede spesso lungo i pendii, le strade, sugli argini in quanto, con le sue radici profonde, aiuta a contenere il terreno.

 

Le sue foglie sono piccole, strette e lineari, prive di picciolo, dure, di colore verde scuro sulla parte superiore e verde-argentate in quella inferiore; sono molto fitte sui rami e ricche di ghiandole oleifere.


 

I fiori, di colore azzurro-violetti, crescono a grappoli sotto le foglie; le api sono particolarmente ghiotte del loro nettare dal quale producono un ottimo e ricercato miele.

 

Del Rosmarino esistono numerose varietà, che si differenziano per la maggiore o minore aromaticità e per il portamento; una di queste è il Rosmarinus officinalis prostratus, molto utilizzata come pianta ornamentale.

 

Il rosmarino è una pianta che ama molto il sole, il caldo e l'aria, quindi sono piante che devono essere coltivate all'aperto, anche in vaso purchè al riparo dai venti freddi invernali.

 

Preferisce terreni asciutti e drenati, non troppo pesanti; va quindi annaffiato poco e spesso; in vaso le piante vanno rinvasate ogni due o tre anni.

 

Il rosmarino fiorisce da marzo a settembre-ottobre e, se il clima si mantiene mite la fioritura dura più a lungo; non richiede particolari potature ed è sufficiente tagliare regolarmente le parti secche e le cime della pianta in primavera per mantenerle l’aspetto cespuglioso e favorire la nascita di nuovi getti laterali.

 

Il rosmarino è una pianta ricchissima di olio essenziale, costituito da pinene, conforene, limonene, flavonoidi, acidi fenolici, tannini, resine, canfora e acido rosmarinico.

 

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Di questa pianta vengono utilizzate sia le foglie che i fiori, che vanno raccolti in piena fioritura, durante l'estate; i rametti con i fiori del rosmarino vanno essiccati appena raccolti, appesi in luoghi asciutti, bui e aerati ed una volta essiccati, vanno staccate le foglie ed i fiori, conservati in vasetti di vetro ben chiusi.

 

In cucina è meglio utilizzarlo fresco in quanto con l'essiccazione perde buona parte dei suoi principi attivi; nella cucina mediterranea viene usata per un caratteristico risotto, ma soprattutto per carni, pesci e salse di ogni tipo o quasi.

 

Per la produzione degli oli essenziali si utilizzano le sommità fiorite fresche; fin dall'antichità il suo uso è stato legato alle sue proprietà terapeutiche, legate spesso a leggende e le "ricette" derivate dalle tradizioni popolari nate nel corso dei secoli.

 

Una di queste leggende dice che durante i riti di purificazione ci si lavava con il rosmarino pena la non guarigione, mentre ancora oggi è nota "l'acqua di San Giovanni", nel solstizio d'estate.

 

La tradizione prevede infatti che si debbano raccogliere una serie di erbe tra cui ginestra, iperico, artemisia, verbena, timo, rosmarino, salvia, basilico, maggiorana, lavanda, rosa, ed altre, che variano da una zona all’altra.

 

Con la miscela di erbe si fa un infuso oleoso con la quale la mattina successiva ci si lava e quindi la si butta; la credenza popolare dice che quest’acqua porti benefici alla pelle e protegga dalle malattie.



di Redazione 35