Il prezzemolo





Il prezzemolo, il cui nome scientifico è “Petroselinum hortense” o “Petroselinum sativum”, appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è originario dell'area del Mediterraneo e dell'Asia occidentale, dove cresce spontaneamente nei boschi e nei prati delle zone a clima temperato.

 

Pare che il prezzemolo fosse noto già nell'antichità e che i Greci lo utilizzassero non come aroma, ma come decorazione per tombe, aiuole e principalmente per i suoi poteri terapeutici.

 

Lo consideravano infatti un vero toccasana contro i disturbi dei reni, della vescica e contro il mal di denti, mentre gli Etruschi consideravano il prezzemolo una pianta dalle proprietà magiche col quale facevano unguenti miracolosi.

 

I Romani, invece, lo utilizzavano essenzialmente in cucina e per confezionare ghirlande per gli ospiti dei banchetti, ma il suo uso come pianta aromatica si è però affermato solo a partire dal Medioevo.



Lo si trova ovunque, viene coltivata in quasi tutti gli orti d'Italia, tanto che si sente spesso menzionare il luogo comune “…come il prezzemolo” riferito ad una cosa o persona che si trova dappertutto; è molto apprezzata per le sue proprietà aromatiche e medicinali.

 

Cresce in modo spontaneo come pianta perenne, mentre quando è coltivata è biennale; in ogni caso si tratta di una pianta molto rustica, che cresce bene nelle zone a clima temperato, sia in pieno sole che a mezz'ombra.

 

Il Petroselinum hortense è il tipo più comune, con foglie piccole e di colore verde scuro, particolarmente aromatico; il Petroselinum crispum è quello a foglie ricce; di entrambe le specie esistono numerose varietà.

 

La pianta ha fusti eretti, tubolari che possono raggiungere i 70 cm di altezza e una radice a fittone grossa e carnosa; le foglie, in cima a lunghi piccioli, sono dentate e suddivise in tre segmenti e di forma leggermente triangolare.

 

I fiori del Prezzemolo compaiono in estate, al secondo anno di coltivazione, riuniti in ombrelle; sono piuttosto piccoli e di colore bianco-verde e producono piccoli semi ovali, appiattiti di colore grigio-bruno con alcune striature verticali.

 

La pianta va annaffiata spesso, quasi tutti i giorni in modo da mantenere il terreno costantemente umido; il rinvaso dev’essere fatto al momento della messa a dimora delle giovani piantine.

 

Per la coltivazione del prezzemolo è preferibile usare terreni ricchi di sostanze organiche, leggermente acidi e ben drenati; non ama i ristagni d’acqua e pertanto è preferibile aggiungervi un po' di sabbia fine; non necessita di particolare concimazione.

 

Le sue proprietà aromatiche derivano da un'essenza costituita da apiolo, apioside e miristicina contenute in tutte le parti della pianta ma principalmente nelle foglie, che si raccolgono gradualmente, quando servono, tagliandole con tutto il picciolo il più possibile vicino al terreno senza danneggiare il germoglio centrale che, essendo una pianta con una crescita molto rapida, getta subito dei nuovi steli.

 

Prezzemolo

 

Le foglie possono essere utilizzate fresche o congelate; se essicate perdono il loro aroma; le radici, al contrario, possono essere essicate e conservate in barattoli di vetro.

 

In cucina le foglie, i fusti, e più raramente la radice del prezzemolo si usano fresche di solito a fine cottura per non comprometterne l'aroma; viene usato anche nella preparazione di varie salse, in quanto ha un sapore pungente e leggermente amaro che ravviva il sapore delle altre erbe.

 

E’ molto usato sia per insaporire i cibi, sia per le decorazioni; nel primo caso, tritato finemente, è utilizzato nella preparazione di salse, antipasti, primi piatti, secondi piatti di carne ma, in special modo nei secondi di pesce.

 

Il prezzemolo è conosciuto anche per le sue proprietà terapeutiche; infatti viene usato per fare impacchi con le sue foglie pestate, per lenire punture di insetti, contusioni e mal di denti, mentre la polpa delle foglie applicata sulle mammelle fa regredire il latte.

 

Ha inoltre proprietà diuretiche e sudorifere, dovute principalmente ad una delle sostanze che contiene: l'apioside; in erboristeria è utilizzato anche come rimedio per la pressione alta.

 

Ne è sconsigliato l’uso alle donne in gravidanza, così come generalmente ne viene sconsigliato l'uso in quantità massicce non controllate, perchè può provocare notevoli disturbi ed intossicazioni.


È inoltre velenoso per gatti, pappagalli e piccoli animali in genere, che infatti di norma evitano bene di cibarsene.



di Redazione 35