Il Parco della Vena del Gesso Romagnola (Ravenna e Bologna): I Prodotti dell'Agricoltura e dell'Allevamento


Il Parco della Vena del Gesso Romagnola +


 Il formaggio all'artemisia, foto di Massimiliano Costa

 

I prodotti dell’Agricoltura e dell'Allevamento

L’agricoltura dà eccezionali prodotti agroalimentari nella zona del Parco della Vena del Gesso, valorizzati attraverso produzioni specializzate, marchi di qualità, sagre.


Spiccano fra i tanti le Pesche e Nettarine di Romagna Igp, lo scalogno di Romagna Igp, l’Olio Extra Vergine di Oliva di Brighella Dop, i Marroni di Castel del Rio Igp, le Albicocche della Valle del Santerno, le Erbe Aromatiche e i Frutti Dimenticati di Casola Valsenio, il Carciofo Moretto.

 

In tutta la zona si trovano Tartufi, formaggi Freschi e Stagionati e le carni di Bovini di Razza Romagnola QC, di Agnellone QC e di Mora Romagnola, razza suina autoctona adatta per i salumi.


Non va dimenticato anche l'Asino Romagnolo che, da tempi remoti, ha assistito gli uomini della Vena nelle fatiche quotidiane.

 

 La Mora Romagnola al pascolo

 

Sia i piatti della cucina della tradizione, sia quelli della nuova cucina romagnola si abbinano a vini di questa parte della Romagna , con in testa l’Albana di Romagna Docg ed i vini Doc Sangiovese di Romagna, Trebbiano di Romagna, Cagnina ed i recenti Igt Colli di Imola e di Faenza.

 

Il Carciofo Moretto

 

Il Carciofo Moretto è un prodotto autoctono della Romagna che nella zona di Brisighella, e soprattutto nei terreni calanchivi del Parco della Vena del Gesso Romagnola con una buona esposizione al sole, raggiunge le massime espressioni organolettiche.


Il carciofo, in sé, non è altro che il bocciolo dell’infiorescenza che si raccoglie immaturo, cioè prima che sbocci, fra la fine Aprile e l’inizio di Maggio.


Il Moretto è una varietà molto rustica, sulla quale non sono stati fatti interventi genetici e ciò gli ha permesso di mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche e gli aromi originari, diversamente da altre varietà largamente coltivate nel bacino del Mediterraneo.


La pianta del Moretto si presenta come un cespuglio che può raggiungere un’altezza di 150 centimetri, il cui fusto è eretto con getti basali chiamati carducci che vengono usati per la riproduzione.

 

Il carciofo moretto


Le foglie, di colore verde-grigiastro, sono grandi e spinose, pendenti all’infuori.
Il suo sapore, leggermente amarognolo, risulta fresco, sottile e appetitoso: si mangia crudo o leggermente lessato, condito con sale e olio, possibilmente con il rinomato “Brisighello” della CAB di Brisighella, col quale si sposa molto bene in quanto i due prodotti hanno una base aromatica comune.


Sono molte le ricette che si possono realizzare utilizzando il Carciofo Moretto: cappelli da prete con ripieno di carciofi moretti e ricotta all’olio extra vergine di oliva Brisighello; insalata di testina di vitello su letto di carciofi moretti e scaglie di Parmigiano; tortino di formaggio con carciofi moretti; crostata di foglie di carciofi; bavarese ai carciofi; moretti farciti con gamberi; lombatina di agnello saltata in padella con carciofi; mostarda di carciofi moretti alla senape per accompagnare fritti di gamberi.


Ogni anno a Brisighella, in Primavera, si svolge la Sagra del Carciofo Moretto, dove fra i vari assaggi, è possibile ammirare questo magnifico borgo medioevale che fa parte del prestigioso gruppo dei Borghi più belli d’Italia: da diversi anni è insignito della Bandiera Arancione del Touring.

 

Lo Scalogno Igp di Romagna 

 

Lo Scalogno di Romagna Igp indica esclusivamente il bulbo cipollino delle specie Allium ascalonicum.


Le sue origini sono da ricercarsi nella città palestinese Ascalon (Ascalonia), da cui ne ha preso il nome, dove i Romani cominciarono a conoscerlo, a coltivarlo e ad apprezzarne il sapore e le qualità: è un vero ricostituente naturale ricchissimo di elementi preziosi per la salute come il solfuro di allile, il selenio, il silicio, le Vitamine A e C, le antocianine e i flavonoidi.


Nel Rinascimento poi venne largamente utilizzato come ingrediente di numerose pietanze che ebbero successo principalmente presso le corti aristocratiche.
Lo Scalogno di Romagna è caratterizzato da bulbi di forma regolare a fiaschetto, con buccia coriacea e da un colore viola che sfuma nel bianco.


La superficie è avvolta in una pellicola esterna di diverso colore, dal ramato al rossastro.
Ha un sapore delicato e particolare, più forte e profumato di quello della Cipolla e più dolce di quello dell’aglio: ciò lo rende molto versatile e pregiato a livello gastronomico. 


Lo si può gustare crudo insieme ad insalate fresche o cotto per insaporire ragù e salse.
Si usa anche conservarlo sott'olio o sottaceto.


Dal 1992, ogni terza Domenica di Luglio, la Pro Loco di Riolo Terme (Ravenna) organizza la Fiera dello Scalogno di Romagna con lo scopo di promuovere un prodotto tipico della tradizione locale.

 

 

logo
 



di admin