Il Parco della Vena del Gesso Romagnola (Ravenna e Bologna): Geologia e Carsismo


Il Parco della Vena del Gesso Romagnola +


Come indicato dal nome, la Vena del Gesso è una mini-catena montuosa caratterizzata prevalentemente da un solo tipo di roccia, il gesso selenitico (a grossi cristalli) o selenite, a sua volta costituita da un minerale, il gesso, che è anche un sale disciolto normalmente nell'acqua di mare.

 

Pozzo della Grotta Re Tiberio, foto di Piero Lucci

 

L'origine di queste rocce così particolari, risale a circa 6 milioni di anni fa (al cosiddetto Messiniano), quando l'interruzione del collegamento fra Mediterraneo e Atlantico, con il mancato rabbocco delle acque oceaniche, determinò in tutto il bacino mediterraneo un'immane catastrofe ambientale definita "crisi di salinità messiniana".

 

Ripetuti episodi di evaporazione marina portarono alla precipitazione di sali minerali, depositi evaporitici che oggigiorno si possono rilevare sia sotto alcuni fondali mediterranei che sulla terraferma come, per esempio, proprio nella Vena del Gesso Romagnola.

 

Calanchi plio-pleistocenici tra la Val Lamone e la Val Sintria, foto di Massimiliano Costa

 

Siccome le rocce gessose sono costituite chimicamente da un sale minerale (solfato di calcio bi-idrato), possono venire disciolte abbastanza facilmente dall'acqua piovana che, invece di scorrere in superficie, tende a scavarsi gradualmente un percorso sotterraneo dando luogo al fenomeno noto come carsismo.

 

Il paesaggio carsico della Vena è perciò caratterizzato da numerose doline e valli cieche, veri e propri ingressi dei numerosi corsi d'acqua sotterranei che la attraversano in profondità: le circa 220 grotte finora esplorate, con uno sviluppo complessivo di oltre 40 chilometri, ne fanno così una delle maggiori zone carsiche gessose d'Europa.

 

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