Palinuro, una terra da riscoprire (Salerno): San Severino di Centola


Comune di Centola
via Tasso, Centola - 84051 (Salerno)

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Nel Comune di Centola vi è anche un borgo medioevale abbandonato: San Severino.
Esso è situato sulla sommità di un colle bipartito da una sella, la quale divide in due zone l'insediamento in cui si distinguono i ruderi del castello e della chiesa, dall'area in cui vi sono le abitazioni abbandonate dai cittadini.

  

Il borgo era noto come San Severino de Camerota, di cui fu casale per un lungo periodo, ma dopo il 1861 prese l'attuale denominazione di San Severino di Centola.
Il primo nucleo abitativo, risalente tra X e l'XI secolo, si è sviluppato intorno al castello; non c'è dubbio che il colle venne scelto per la sua posizione strategica di difesa e di controllo del territorio.

 

 

 

Della torre longobarda ci sono pervenuti solo pochi resti, con tracce di una piccola volta a botte, dalla quale attraverso un passaggio sottostante, raggiungibile solo attraverso scale mobili, si accedeva a un recinto murato quadrangolare con i lati lunghi quattro metri, da cui sicuramente si dipartivano i passaggi per accedere ai piani superiori.


 

La torre venne costruita sull'estremità del colle verso il Monte Bulgheria e la Valle del Mingardo; l'altezza effettiva non è nota, ma era sicuramente tale da controllare tutte le vie di comunicazione sia verso l'interno che verso il mare.
Del castello invece rimangono ancora alcuni archi a sesto acuto, costruiti con pietra locale. E' visibile la sala del castello e nelle mura superstiti si conservano ancora una nicchia e delle monofore ogivali sul lato sud-ovest.

 

 

Sulla Gola del Diavolo si affaccia un piano roccioso su cui si trovano i resti della chiesa, dedicata a Santa Maria degli Angeli, con abside pentagonale e ad un'unica navata.
Farebbe parte di un complesso più antico, come testimonia il campanile, a base quadrata che, addossato alla facciata in maniera innaturale, risulta chiaramente di costruzione precedente all'attuale chiesa, insieme alla camera sepolcrale interrata.

 

 

 

Vi è anche un Palazzo Baronale che si presenta come l'edificio di architettura civile più importante del borgo. Il palazzo, abitato fino agli anni cinquanta, si sviluppa su tre livelli senza collegamenti verticali ed è articolato secondo una rigida gerarchia che pone al livello seminterrato il frantoio e locali di servizio; al primo livello ci sono due unità abitative ed al secondo livello il piano nobile del palazzo. Vi è un'unica unità abitativa che presenta un modesto portale in pietra locale e le soglie delle finestre in arenaria finemente decorate.

 

 

 

Le prime abitazioni sul colle sorsero nello spazio della sella più vicina alla torre.
Costruite senza fondazioni, le case sono poggiate direttamente sulla roccia, seguendo i rilievi naturali del colle, mentre il borgo si è sviluppato arroccato sul falsopiano roccioso in posizione sopraelevata rispetto alle prime costruzioni del "rione castello".

 

Lo schema delle abitazioni si sviluppa in verticale, con l'ambiente a piano terra dotato del camino e l'ambiente al piano superiore raggiungibile tramite una scala in legno tipica delle abitazioni rurali del Cilento; le abitazioni che si sviluppano orizzontalmente hanno l'ingresso nell'ambiente con il camino, il quale è collegato alla stanza da letto da una piccola porta.

 

Sicuramente sul colle non vi era molto terreno coltivabile; sono ancora visibili alcuni minuscoli spazi terrazzati, per cui gli abitanti scendevano a valle quotidianamente per le colture specializzate.
Attualmente il vecchio borgo abbandonato è in restauro e si pensa di ripopolarlo creandovi un ostello della gioventù.


 



di Maria Trama