Cortina d'Ampezzo (Belluno): Le Regole d'Ampezzo


Ufficio Stampa Cortina Turismo


 

Fondamento storico e culturale del paese, le Regole costituiscono un’antica istituzione, oggi più che mai vitale, riconosciuta con legge dello Stato. Per “Regola” s’intende quel complesso di istituzioni e leggi che controllano la tutela della proprietà agro-silvo-pastorale, considerata inalienabile e indivisibile, e il godimento comune di boschi e pascoli.


Questo sistema ha reso possibile nei secoli la conservazione del patrimonio naturale locale ed è tuttora in uso, oltre che a Cortina d’Ampezzo, in alcuni paesi del Cadore e del Comelico. In Ampezzo l’istituto regoliero nasce con i primi abitanti della valle, probabilmente tribù celtiche, e si consolida durante le invasioni longobarde.

 

In passato la proprietà collettiva rappresentava la fonte essenziale dei mezzi di sopravvivenza ed era perciò fondamentale fare parte dell’istituzione che la gestiva. L’appartenenza era ed è un diritto che da un consorte capo-famiglia passa per eredità in parti uguali a tutti i figli maschi o in loro mancanza alle figlie.


 

Nel “laudo” vengono riportate le consuetudini che regolano lo sfruttamento dei pascoli e boschi alpini da parte di queste associazioni di famiglie. I primi laudi scritti risalgono al 1300; in precedenza le tradizioni, gli antichi saperi e gli usi venivano trasmessi oralmente di generazione in generazione. Ogni primavera vengono eletti i nuovi rappresentanti regolieri, scelti tra i capifamiglia.

 

Oggi si contano circa ottocento “fuochi famiglia” discendenti dall’antico ceppo ampezzano. Per secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri, queste famiglie hanno organizzato, gestito e utilizzato in comune un patrimonio indiviso di pascoli e boschi, in modo assolutamente democratico, preservandone la bellezza originaria.
 



di Redazione 4