Il Salento, terra a cavallo di due mari: Prodotti tipici dell'artigianato


La città di Lecce ed il Salento intero sono famosi per la originale produzione di oggetti in cartapesta, per le sculture in pietra leccese, per la terracotta, la ceramica, il ricamo e il ferro battuto.

 

 

 

La cartapesta

 

E' un'arte povera, testimone di uno straordinario sviluppo dopo il diciottesimo secolo. Quest'arte si è radicata e diffusa con la Controriforma quando, per rafforzare il sentimento religioso, la Chiesa richiedeva una abbondante produzione di statue e figure che facessero risaltare in modo immediato i misteri della fede.
La tecnica adoperata pur restando quella della tradizione, è di fatto una tecnica povera, di lavoro plastico, che prevede l' utilizzo di carta, stracci e colla vinilica o di farina, come si può trovare nelle numerose botteghe di scalpellini nel centro storico della città. Tipica quindi la produzione di statue religiose e dei famosi "pupi" per il presepio.


 

La pietra leccese

 

Sempre nel centro storico della città è frequente incontrare diverse botteghe artigianali, che continuano quella tradizione manifesta sulle facciate delle chiese e dei palazzi che hanno reso la città la "signora del Barocco". Stiamo parlando della pietra leccese, un calcare duttile ed omogeneo, che ancora oggi ispira i lavori di molti artisti-artigiani, che si cimentano nella produzione di oggetti di arredo, dando vita ora a forme originali ed innovative, ora a forme ancorate alla tradizione.

 

 

Altri Prodotti

 

La ceramica, prodotto di antichi procedimenti di tecniche di lavorazione della creta.
La produzione molto varia è rappresentata da vasi, anfore, pentole, pignatte, piatti, bicchieri, soprammobili, e anche dei "pupi", figure realizzate a mano e destinate ai presepi. Il maggiore centro di produzione è a Cutrofiano.


La terracotta che si ottiene sempre dalla lavorazione della creta, si differenzia dalla ceramica per il diverso impasto, il diverso grado di cottura e il tipo di rivestimento. Caratteristica la realizzazione di fischietti (in particolare nel Leccese e a Otranto), campanelle e folletti. Da menzionare i quataràri, costruttori di recipienti in terracotta.


I preziosi ricami la cui origine è di difficile identificazione, sono ancora oggi uno dei vanti della produzione dell' artigianato locale. Non esiste un solo paese della provincia in cui non vi sia almeno una ricamatrice-merlettaia, capace di fare puntine, tramezzi e rose per decorare corredi, centrini, tovaglie e copriletti di gran pregio.


La lavorazione del ferro battuto, il cui uso era prevalentemente decorativo, consentiva di produrre suppellettili per la casa, come anche i noti balconcini bombati dei palazzi.
Sono purtroppo in via di estinzione altri antichi mestieri come gli zùcari o zucàri (intrecciatori di corde), e i panaràri, intrecciatori di giunchi, canne, e virgulti d'olivo, per farne cesti e altri tipi di contenitori di fogge tradizionali.

 



di Redazione 4