Il Salento, terra a cavallo di due mari: Lecce e la via del Barocco


Forse, non tutti sanno quanto è bella Lecce, e la bellezza delle cattedrali e lo splendore dei palazzi, è dovuta principalmente alla ricchezza del suo stile barocco.



 

Le origini del barocco leccese si fanno risalire al 1600 quando pomposi artisti e architetti, cercando di emulare la grandiosità dello stile rinascimentale, seguendo le orme del  sommo Michelangelo, diedero origine ad uno stile che al tempo fu giudicato lezioso, pomposo e a volte grottesco, ma che oggi rappresenta tutto lo sfarzo e la magnificenza del tempo.
 
S Croce, Palazzo Celestini, Palazzo Adorno

 

Giungendo nella città antica si arriva a quello che è l’esempio più rappresentativo del Barocco:la Basilica di Santa Croce.

 

Si resta estasiati davanti alla folla di fregi, figure, ornati, colonne, che investono prepotentemente l’osservatore.



Fu proprio di fronte a questo monumento che il filosofo tedesco Gregorovius, lo definì uno dei più belli mai visti, e a ragione definì Lecce “la Firenze del sud”.


La Basilica (inizio 1532 – fine 1689) è dovuta al genio del grande scultore ed architetto Gabriele Riccardi che ne impresse uno stile tipicamente rinascimentale; mentre i bassorilievi, le cariatidi, gli intagli, squisitamente barocchi e la perfetta armonia con le forme rinascimentali, tali da fare un monumento unico nel suo genere,  si devono a Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna.


Uno dei particolari più ricchi della basilica è il suo rosone, finestra a rosa di rara bellezza ornata da foglie d’alloro fiori e teste d’ angeli, situata nella parte mediana della facciata.
 
Il suo naturale  proseguimento è la costruzione attigua, il Palazzo dei Celestini, ex convento dell’ ordine medesimo, poi trasformato in palazzo del governo ed ora sede della Prefettura. La facciata fu realizzata da Antonio Zimbalo fra il 1659 e il 1695 con due ordini di finestre inquadrate in cornici ricche di motivi decorativi.

 

Sempre sulla stessa piazza, degno di ammirazione è Palazzo Adorno ricco di bugnature e cornici che conferiscono all’ edificio splendidi riflessi dorati e ai lati del portone e nel piano superiore si possono ammirare eleganti finestre.

 

Il Duomo e i Teatini

 

 

Attraversando la piazza più antica e importante della città, piazza S. Oronzo (dedicata al santo patrono) ed imboccato il corso Vittorio Emanuele, prima di giungere nella suggestiva piazza del Duomo, si incontra la chiesa di S. Irene o chiesa dei Teatini, cosi detta perché per molto tempo fu officiata da chierici regolari fondati da S.Gaetano Thiene.

 

Tra le colonne si apre il portale con un bel architrave dove nel 1717 fu posta la statuetta di S.Irene co-patrona e protettrice della città.

 

Fu considerata per la qualità stilistica e il perfetto equilibrio delle la chiesa della  municipalità, apponendovi pertanto lo stemma della città sulla facciata anteriore: il lupo passante sotto l’albero di leccio (da inserire anche nella parte generale).

Arrivati nella piazza del Duomo, il colpo d’occhio che l’osservatore riceve è molto scenografico. La Piazza è uno dei pochi esempi di piazza chiusa in Italia, cinta da edifici barocchi armoniosamente fusi nel loro insieme.
 
L’ ingresso barocco della piazza era bloccato fino alla metà del ‘700 da un portone ligneo, regolarmente chiuso al tramonto a protezione della sede vescovile. Nella piazza a partire dal ‘400 e  per circa 3 secoli, si teneva, la prima domenica di novembre una fiera e in tale occasione i mercanti  partecipanti erano tenuti a versare tributi al vescovo.


La piazza comprende una serie di monumenti che si affacciano tutti intorno: la cattedrale del Duomo, i palazzi del Vescovado e del Seminario, il Campanile.

 

 

Il Duomo che sorge nella piazza è opera di Giuseppe Zimbalo detto Zingarello, su commissione del vescovo L. Pappacoda.
 
La chiesa presenta due facciate, una laterale, avente funzione scenica, ricca di decorazioni e sculture, ed è quella che per prima colpisce l’ osservatore ed  una principale, più nascosta, di forme semplici e severe.


 

Il Campanile, anch’esso opera dello Zimbalo, è alto più di 70 m. e si erge 120 m sul livello del mare. Per la sua altezza fu scelto durante la I guerra mondiale come torre di vedetta.

 

 

Sull’ estremità decorata è posta una banderuola di rame raffigurante il santo protettore S. Oronzo.

 

 

 

 

Palazzo Vescovile, sorto nel 1420, fu ampliato nel 1649 dal vescovo Pappacoda. Sul portico centrale si può ammirare una loggetta con un trittico di figure sormontata da un orologio.

 


Palazzo del  Seminario, opera dello scultore e architetto Cino, con la sua bellezza composta attenua l'esuberanza barocca di piazza Duomo. Il palazzo presenta nella sua facciata un magnifico portale. Nel cortile è possibile ammirare il famoso pozzo di forma ovale, come un cesto di pane, la cui caratteristica è di essere un unico blocco calcareo, riccamente decorato con tralci d'acanto, grappoli d'uva, putti e festoni. All’ interno una ricchissima biblioteca “innocenziana” con più di 10 mila volumi incunaboli (primi antichissimi documenti stampati con caratteri mobili).

Altre chiese e i palazzi



Uscendo dalla piazza del Duomo e proseguendo lungo Corso Vittorio Emanuele si possono ammirare le chiese di S. Teresa e S. Anna  con annesso Conservatorio, la chiesa di S. Giovanni o chiesa del Rosario per finire a Porta Rudiae, una delle porte della città Vecchia, così chiamata perché da qui partiva la strada che portava all’antica città di Rudiae.

 

Altre Chiese  Madonna delle Grazie, S. Chiara,  S. Matteo, Chiesa del Gesù o del Buon Consiglio, Chiesa del Rosario, Santo Spirito.

 

 

 

 

 

Altri Palazzi:  L'architettura profana non è certamente meno interessante di quella sacra. Numerosi sono i palazzi che continuano a testimoniare la grandezza di alcune potenti famiglie della città, ma soprattutto ad incantare lo sguardo di chi si perde tra le vie di un centro storico.


Maestosi ed imponenti, ricchi e preziosi, sobri e raffinati, i palazzi affascinano soprattutto per i loro dettagli:  Palazzo Marrese, il palazzo Palmieri – Guarini, Palazzo Lanzilao, Palazzo Spada, Palazzo Costantini e Palazzo Personè .

Nell’ ultimo decennio molti di questi palazzi sono stati ristrutturati e  adibiti a strutture turistico ricettive.



di Redazione 4