Il Riso del delta del Po (Ferrara): un prodotto polesano che viene da lontano


Il territorio del delta del Po ha iniziato a conoscere il riso verso la fine del ‘400, quando l’estendersi delle bonifiche e delle pratiche irrigue ne rese possibile la coltivazione nelle terre governate allora dagli Estensi.


Originario del sud-est asiatico e introdotto in Italia inizialmente nel sud ad opera degli Arabi e degli Spagnoli, il riso giunto successivamente al nord è stato una presenza costante nel paesaggio agrario del Delta del Po.

 

In questo territorio paludoso e vallivo si impose dopo le bonifiche delle acque salmastre che lasciavano terreni di recente formazione che necessitavano infatti di lunghi tempi di recupero per acquistare le caratteristiche ottimali per la coltivazione dei cereali o delle barbabietole; tempi che le risaie consentivano di abbreviare permettendo una loro prima utilizzazione e preparandoli per la rotazione colturale.


 

Tra la fine del ‘700 e nell’800 alcuni patrizi veneziani e ricche famiglie borghesi, proprietari di immense tenute nel Delta, avviarono con metodicità la coltura del riso nei territori appena bonificati, impiegando manodopera a basso costo ed investendo notevoli somme per difendere il territorio dalle inondazioni, innalzando argini, scavando fossati e costruendo strade.

 

Il riso ha trovato nella zona del Delta del Po un luogo ottimale di sviluppo per le particolari caratteristiche pedoclimatiche: il terreno e la vicinanza del mare rendono questo prodotto di qualità superiore e ricercato.

 

La denominazione "Riso del Delta del Po Igp" è riferita al frutto del riso appartenente al tipo "Japonica", gruppo superfino delle varietà Carnaroli, Volano, Baldo a Arborio.

 

Questo tipo di riso ha un chicco grande, cristallino, compatto, con un elevato tenore proteico e può essere bianco o integrale; in fase di cottura ha grande capacità di assorbimento, poca perdita di amido e buona resistenza.

 

La meccanizzazione e l’introduzione di nuove varietà hanno permesso in tempi recenti il permanere di una risicoltura che, pur limitata nelle dimensioni, è tuttavia avanzata tecnicamente e consente di conseguire un reddito maggiore rispetto ad altre coltivazioni.

 

Le fasi di trasformazione e confezionamento sono state da sempre tradizionalmente effettuate all'interno dei territori di produzione del Riso quindi, secondo il disciplinate dellIgp, devono aver luogo sul posto, al fine di garantirne la tradizionalità, l'effettuazione dei controlli e la tracciabilità del prodotto.


Il riso ha trovato nella zona del Delta del Po un luogo ottimale di sviluppo per le particolari caratteristiche pedoclimatiche: il terreno e la vicinanza del mare rendono questo prodotto di qualità superiore e ricercato.

 

L’utilizzo del riso nella cucina italiana e non solo è vasta e varia; spazia dall’antipasto al dolce; nel territorio di produzione del riso del Delta del Po vengono anche organizzate numerose fiere e sagre tradizionali, come le famose Giornate del riso del Delta del Po a Jolanda di Savoia e l’analoga Fiera di Porto Tolle.



di Redazione 35