L'olio Collina di Brindisi Dop: l’oro giallo-verde delle Murge


L’olivicoltura nel territorio brindisino e salentino è antica, praticata già in epoca romana, come testimoniano alcuni oliveti secolari a Fasano e Ostuni, perfettamente integrati nel paesaggio di questa provincia.

 

La varietà più comune nel territorio è quella comunemente detta Ogliarola o Chiarita, che permette un’alta resa in olio grazie alla sua rusticità, ma per la produzione dell’olio Collina di Brindisi Dop il disciplinare consente anche una certa percentuale minore delle varietà Cellina, Nardò, Coratina, Frantoio, Leccino e Picholine e altre varietà diffuse sul territorio.

 

Una caratteristica di quest’olio viene dai terreni sui quali si trovano gli ulivi; terreni posti entro un limite altimetrico di 143 metri slm, calcarei, bianchi cristallini, ad eccezione della fascia costiera, caratterizzata da tufo calcareo con argille intercalate.


 


L'olio Collina di Brindisi ha un'acidità massima dello 0,80%, un colore dal verde al giallo; il suo gusto è tale da accompagnare qualsiasi pietanza, dalle carni ai piatti di pesce, alle verdure ed è persino adatto nelle preparazioni di pasticceria.

 

Si tratta di un olio di eccellente qualità, particolarmente dolce anche appena spremuto, e ha un sapore fruttato e delicato, con leggera percezione di piccante e di amaro.



di Redazione 35