Il durone di Sarzana (La Spezia): una tira l’altra


Il ciliegio durone che cresce nel territorio spezzino della bassa Val di Magra è  un albero di grandi dimensioni con foglie ovali e seghettate che, da adulto può raggiungere anche i 15-20 metri di altezza.


 

Come tutti i ciliegi, è una pianta da frutto i cui prodotti maturano in primavera; la sua ciliegia ha un bel colore rosso scuro e lucido, con una polpa dolce e croccante che aderisce bene al nocciolo.

 

Originario della zona intorno al Mar Nero, questa cultivar è arrivata in Europa allo stato selvatico da tempo immemorabile; a livello di coltivazione è presente nel sarzanese da una cinquantina d’anni, anche se quantitativamente è appena sufficiente per il mercato locale.

 

Sensibile ai freddi invernali e alle gelate tardive, il Durone Sarzanese richiede terreni freschi, permeabili e profondi; in caso di siccità nel periodo di maturazione, la ciliegia si può spaccare, con una lacerazione della buccia e della polpa.

 

Il durone di Sarzana si presta bene per essere utilizzato nella preparazione di marmellate e confetture, oltre che mangiato fresco, quando, come si dice, uno tira l’altro.

 

Grazie alla sua polpa soda, viene usato anche per fare le ciliegie sotto spirito; una classica ricetta locale dice che ne servono un chilo, duecento grammi di zucchero, alcool da liquori, mezza stecca di cannella e cinque chiodi di garofano.

 

Si deve tagliare il picciolo a metà e mettere le ciliegie lavate ad asciugare per un giorno, dopo di che vengono inserite in un barattolo di vetro insieme con lo zucchero, la cannella e i chiodi di garofano, coprendo il tutto con l’alcool.

 

Dopo aver chiuso bene il vaso, lo si deve conservare al buio, resistendo almeno due mesi prima di gustarle.



di Redazione 35