L’ Aglio di Vessalico
(Imperia): l’oro della terra della Valle Arroscia


L’aglio di Vessalico, coltivato nell’omonima cittadina della Valle Arroscia e nei territori confinanti è un prodotto della terra particolare, con una produzione molto limitata, tanto da essere protetto come Presidio Slow Food.

 

Questa varietà di aglio ha legato il proprio nome ad una fiera locale che si tiene a Vessalico fin dal 1760, dove le trecce di aglio vengono praticamente interamente vendute.

 

La coltivazione dell’aglio di Vessalico avviene sui classici terrazzamenti liguri, ricavati sui fianchi delle colline e sostenute da muretti a secco.

 

La semina si fa tra ottobre e gennaio, mentre la raccolta avviene a fine giugno, quando la parte emersa si secca; dopo la raccolta l'aglio viene lasciato ad asciugare all'ombra per qualche settimana e poi intrecciato nelle classiche "reste", le trecce fatte con 13 o 25 bulbi.


 

Le “reste” vengono confezionate al mattino o nelle ore serali e notturne, perché la maggiore umidità delle foglie favorisce l'intrecciatura dei bulbi.

 

Le caratteristiche principali di questa varietà sono l'aroma intenso ed il gusto delicato, la digeribilità e la buona conservabilità; caratteristiche dovute dal clima mite della Valle Arroscia e dai terreni particolarmente adatti a questa coltivazione.


L'Aglio di Vessalico, che non ha infiorescenza, ha un bulbo compatto costituito generalmente da dieci bulbilli, con le tuniche esterne di colore bianco-rosato ed i bulbilli di colore bianco.

 

La cucina ligure ne fa largo uso; la ricetta dell'Aiè, una crema a base di aglio, è nata proprio da queste parti; è conosciuto anche per le applicazioni in campo fitoterapico; se sono leggende che scaccia le streghe ed i vampiri, è invece provato che abbia doti di antiipertensivo, antibatterico, antiossidante e antitrombotico, oltre che come antiparassitario dell'intestino.



di Redazione 35