Il melone polesano: uno dei gusti che saluta l’estate


Uno dei territorio maggiormente vocati per la coltivazione del melone è senza dubbio il Polesine ed il territorio della provincia di Rovigo; la sua coltivazione, comunque, si sta diffondendo da alcuni anni in diverse altre regioni, tra cui la Sicilia, il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.


Il melone è una pianta annuale che appartiene alla famiglia delle cucurbitacee; originario della fascia tropicale dell'Africa e dell'Asia, è un frutto che contiene molta acqua, il che lo rende un frutto tipicamente estivo, perché molto dissetante e ricco di vitamine e potassio.


L’area tipica per l’ottenimento del Melone polesano è formata da detriti e riporti del fiume Po e da successive opere di bonifica che hanno reso possibile la coltivazione del territorio.


Il Melone polesano ha una forma ovoidale, con la circonferenza compresa tra 36 e 47 centimetri, un peso compreso tra il chilo ed il due chili, una buccia esterna di colore giallo uniforme e verde nelle linee di demarcazione delle fette, con la retinatura ben marcata e uniforme.



La polpa ha il tipico colore arancio salmone, con una buona consistenza, un sapore dolce, leggermente acidulo ed il tipico aroma delicato che si intensifica con il taglio.


Una volta raccolti, i meloni devono sostare in luoghi freschi ed ombreggiati; il trasporto ed il condizionamento e le eventuali operazioni di selezione e lavaggio devono avere luogo con estrema cautela onde evitare lesioni ed ammaccature.


Quelli freschi di stagione, quando si trovano nei banchi del mercato, nei negozi e supermercati in Italia ed Europa, sono ottimi per accompagnare il classico prosciutto, da mangiare a fine pasto, da mettere nelle macedonie e nel gelato.



di Redazione 35