L'Uva Turchesca: la dolce baresana della provincia barlettana


La Puglia è una delle regioni del sud Italia con la maggiore produzione di uve da tavola; tra le varietà che produce c’è l’uva Turchesca, chiamata anche “Lattuario bianco” o “uva baresana”, con ovvio riferimento al luogo d’origine, che comunque sconfina anche nelle provincie vicine.


Di origine antichissima, probabilmente orientale, la “Turchesca”, famosa per la sua ottima qualità, ha un colore giallo–dorato, un gusto dolce, fruttato, con una polpa carnosa ed un sapore succoso.


Il grappolo è piuttosto grande, a forma piramidale, con acini grandi, zuccherini e croccanti; se ne riconosce la giusta maturazione solo quando il chicco, diventando trasparente, lascia intravedere chiaramente i semini negli acini.

 

Si tratta di un’uva che può adattarsi a forme di allevamento espanso ma predilige spazi più contenuti; la sua coltivazione tipica è a tendone o a pergolato; un’uva molto legata al suo territorio, che rispetto ad altre varietà, non può essere conservata a lungo in quanto tende a al rapido disseccamento.



Un tempo nemmeno troppo lontano, parte di quest’uva veniva lasciata essiccare sulla pianta già spoglia di foglie, per poi essere raccolta e cotta insieme ai fichi secchi per ricavare il noto ed antico vincotto, che assumeva così, il sapore mielato e la tipica colorazione marrone-giallo ambrata che guarniva i noti dolci natalizi: le cartellate.

 

Negli ultimi decenni la sua coltivazione è decisamente in calo, sostituita dalle varietà “Regina” e “Italia”, più resistenti al trasporto verso i mercati nazionali ed internazionali, anche se sono in atto iniziative atte a salvaguardarne la tipicità.



di Redazione 35