Prodotti tipici calabresi


La Calabria è un mondo incantato, un pianeta intero racchiuso in una striscia di terra racchiuso tra due mari, lo Ionio ed il Tirreno; la punta dello Stivale italiano, separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina.


 

Un mare azzurro e turchese, le coste rocciose e frastagliate, sabbiose e dorate, contornano un territorio appenninico pieno di boschi, vallate, fiumi, laghi, altopiani, caratterizzati da una natura selvaggia, misteriosa ed affascinante.

 

Il clima accogliente in ogni stagione dell’anno, assieme alle numerose testimonianze delle sue antiche origini, chiese, monasteri, castelli, borghi medioevali, sono elementi fondamentali per capire la presenza esponenziale del turismo nazionale ed internazionale in questo territorio, nonostante problematiche ben note, a partire dalle difficoltà logistiche di comunicazione che la contraddistinguono da decenni.


 

Tra le tante attrattive della Calabria un altro elemento di primaria importanza è rappresentato dai suoi prodotti tipici e dalla sua enogastronomia, che hanno da tempo varcato i confini locali per affermarsi anc’essi a livello nazionale ed internazionale, anche grazie ai tanti emigranti che negli ultimi cent’anni hanno esportato la cultura calabrese un po’ in tutto il mondo.

 

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E’ impossibile fare una classifica dei prodotti calabresi più caratteristici, perché sono tutti importanti in ugual modo; spesso uno di loro è parte stessa di un altro.

 

Tre, su tutti, sono comunque associati all’idea della Calabria e del sole che la riscalda: la Cipolla rossa di Tropea, il Peperoncino rosso piccante e l’olio extravergine d’oliva delle sue colline.

 

A questi straordinari prodotti della terra, si aggiungono numerosi prodotti altrettanto straordinari: dai fagioli ai pomodori ai funghi, dagli agrumi ai vini locali come il Bivongi, il Melissa, il Cirò.


E poi salumi, come la Soppressata e la 'Nduja, che richiamano tradizioni secolari della cultura contadina calabrese; ed i formaggi: pecorini diversi, formaggio al pepe ed al peperoncino, caciocavalli, che richiamano alla memoria pecore e pastori in viaggio su sentieri ormai dimenticati.

 

Ed i dolci, come Ossa dei morti, mostaccioli, marzallette, pitta ‘mpigliata, bergamaretti, pie pasquali, biscotti alle mandorle e all’anice, torroncini, che ogni paese prepara secondo antiche ricette locali, al contrario del pane e delle tipiche friselle, che hanno varcato da tempo i confini regionali.

 

La gastronomia calabrese è pure un elemento di richiamo per i turisti; qui nascono piatti fatti con la pasta Fileja, piatti conditi con sughi a base di melanzane, pomodorini secchi, salsicce dolci e piccanti, diavoletti e via dicendo.

 

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Una cucina capace di stupire con la sua semplicità contadina che si completa con i piatti a base di pesce, molluschi e crostacei, che non possono mancare in un territorio quasi completamente circondato dal mare, come ben sanno i turisti che amano il sole e l’abbronzatura delle sue spiagge.

 

Una cucina capace di prenderli per la gola anche con marmellate di bergamotto, di limone, di arance rosse, di mandarino, di cipolle, oltre a liquori, crema di mandorle, amaro del capo, limunì, indianello, liquore di liquirizia, di bergamotto.

 



di Redazione 35