Il Ratafia (Pescara)


Nell'intera regione abruzzese viene prodotto un tipico liquore chiamato Ratafia, prodotto usando amarene mature, vino rosso di Montepulciano, aromi naturali, zucchero e, a volte, anche piccole quantità di alcool.

 

È tradizionalmente prodotto ponendo, in proporzioni variabili secondo la ricetta locale, amarene mature intere o snocciolate e zucchero dentro recipienti di vetro esposti al sole per circa 30 giorni, al fine di favorire la fermentazione.

 

Al prodotto così ottenuto si aggiunge poi il vino rosso, lasciando macerare e agitando periodicamente il tutto per almeno altri 30 giorni, ma si può arrivare anche a 5-6 mesi, prima di essere filtrato e imbottigliato; in alcuni casi dopo la filtrazione si aggiunge dell’alcool.

 

È un liquore dal gusto dolce e piacevole, con una gradazione alcolica variabile secondo la tecnica di produzione: da 7-14% vol. fino a 20-22% vol. se si aggiunge alcool.


 

Il suo colore è rosso, più o meno intenso, e ha l’odore caratteristico di amarene e frutti di bosco; normalmente viene degustato giovane, per apprezzarne la maggiore freschezza degli aromi.

 

La preparazione e l’uso del Ratafia fanno parte della secolare tradizione contadina tramandata di generazione in generazione; un tempo questo liquore era usato per sancire gli accordi commerciali o la stipula di atti notarili e legali al termine delle trattative; sembra che il nome significhi proprio questo: “rata fiat” in latino significa infatti “ratificato”.

 

Il Ratafia viene prodotto anche altrove; ad esempio in Piemonte, dove usano ciliegie nere, ed in Ciociaria, dove all’infuso viene aggiunta anche qualche goccia di caffè, cannella e vaniglia.

 

Un liquore simile si produce anche all’estero, soprattutto in Francia, Svizzera e Spagna; quello catalano è praticamente la “bevanda nazionale” di questa provincia del nord.



di Redazione 35